Secondo appuntamento dell’Udienza Generale al Teatro dei Differenti

BARGA - Dopo la presentazione del progetto con gli studi che proverebbero la sua fattibilità ed un impatto ambientale sul territorio inferiore a quello dello stabilimento attuale presentato dai consulenti di KME nell’incontro del 21 febbraio scorso a Fornaci, venerdì sera a Barga, al teatro dei Differenti, il secondo round dell’udienza generale per mettere a confronto le parti.

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E’ stato insomma il turno delle altre parti in causa, ovvero quelle che a livello pubblico ed anche di associazioni del territorio hanno presentato osservazioni al progetto ed all’impianto che vuole realizzare KME. Osservazioni che da due anni vedono il territorio in fermento con una parte importante della popolazione contraria alla realizzazione del progetto. Come detto è stato questo solo il secondo round perché ci vorrà forse ancora un’altra riunione, oltre a quella già fissata per il 6 marzo sempre al teatro dei Differenti, per permettere a chi denuncia le criticità ed in rischi dell’impianto, di poter esprimere le proprie osservazioni. Tra i primi dei punti critici affrontati i cosiddetti vincolii escludenti nel progetto di KME, nell’ambito del Piano Regionale Bonifiche (PRB), tra cui, le limitazioni relative alla Legge Galasso che impediscono la realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti in aree come quella in cui verrebbe ubicato il progetto; così non sarebbe se si trattasse, come invece dichiara KME, di un impianto di co-incenerimento di rifiuti ovvero il cui combustibile non sia necessariamente quello legato ai rifiuti. Per chi è intervenuto, gli esponenti della Libellula, Rossano Ercolini di Zero Waste Italy ed anche Andrea Elmi di Coldiretti non c’è alcun dubbio che si tratti di impianto di incenerimento e non di co-incenerimento e che dunque ricada a pieno titolo nel vincolo escludente. Sono stati contestati inoltre gli studi di KME, ritenuti incompleti, sui livelli emissivi, sulla situazione sanitaria della Valle e  sulle condizioni climatiche della Valle si è spiegato perché non sono adatte ad ospitare nuove fonti emissive, a causa innanzitutto dal fenomeno dell’inversione termica.

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