Uccise la fidanzata e la nascose nella roulotte: chiesto il giudizio immediato

VIAREGGIO - E' stato chiesto il giudizio immediato per Graziano Zangari, il muratore di 46 anni - residente per anni a Saltocchio - accusato di omicidio volontario per la morte della compagna Chiara Corrado, trovata senza vita lo scorso 17 novembre sigillata in una roulotte abbandonata in un terreno a Bicchio.

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Alla luce delle prove raccolte nella fase delle indagini e del risultato dell’autopsia sul corpo della vittima, il pm Aldo Ingangi ha formulato la richiesta del rito speciale, saltando l’udienza preliminare e andando dritti al giudizio. I legali difensori di Zangari – che si trova ancora in carcere a Cosenza – hanno chiesto invece il rito abbreviato che comporterebbe una riduzione della pena in caso di condanna. Allo stesso tempo stanno valutando di richiedere una perizia psichiatrica.

Chiara, 40enne di San Giuliano Terme, venne uccisa nella notte del 27 luglio nel boxe custodito lungo la ferrovia a Torre del Lago. E’ stato lo stesso Zangari a raccontare come quella notte avessero assunto alcol e cocaina e come al culmine dell’ennesimo litigio l’avesse aggredita a morte con una chiave utilizzata per il montaggio dei ponteggi. L’arma venne poi ritrovata dai carabinieri, pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere, quattro mesi più tardi, avvolto in un sacco e sigillato nella roulotte parcheggiata in un terreno sulla via Aurelia.

Starà al Gip adesso a decidere se andare subito a giudizio. Ma i tempi della pronuncia da parte del giudice restano incerti, visto la sospensione di molte attività del tribunale a causa dell’emergenza coronavirus.

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