Fiori e piante, crisi nera anche dopo lo sblocco delle vendite

VERSILIA - Nessuna ripresa, neanche minima, per il settore florovivaistico. Alla Flor Export di Viareggio in questi giorni è stata effettuata la seconda distruzione di 35 metri cubi di prodotto deteriorato tra piante e fiori.

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Nessuna ripresa, neanche minima, per il settore florovivaistico. Dopo il decreto del 22 marzo del presidente del consiglio che, su richieste anche di Coldiretti, ha consentito le vendita per la grande distribuzione e per le aziende produttrici con la consegna a domiccilio, un lieve beneficio, se così si può dire, c’è stato, ma non è assolutamente sufficiente. Lo sarebbe, secondo gli addetti del settore si fosse permessa la vendita anche ai negozi di fiori da cui dipende – come spiega Cristiano Genovali, presidente AFFI – il 90 per cento degli acquisti del mercato interno. Alla Flor Export di Viareggio in questi giorni è stata effettuata la seconda distruzione di 35 metri cubi di prodotto deteriorato tra piante e fiori. Noi distruggiamo il capitale investito – afferma Genovali – Non vendiamo perché le persone non escono di casa. Non c’è richiesta e a fronte di una offerta enorme i prezzi sono crollati del 70 per cento”

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