La politica non puo’ e non deve negare ancora l’accesso ai cimiteri

PROVINCIA DI LUCCA - Ormai abbiamo imparato. Non ci saranno assembramenti e andremo con le mascherine e i guanti, senza incontri ravvicinati. Le riaperture sono previste per la settimana del 4 maggio ma la pressione per anticipare quel momento al prossimo week-end lungo appare piu' che giustificata.

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Ci sono dei bisogni, delle necessita’ che se non possono essere definite ancestrali, rientrano comunque nella sfera di quelle esigenze che sono legate quanto meno a cio’ che da migliaia di anni l’uomo tramanda di padre in figlio. Di nonno in nipote. Il culto dei morti fa parte sicuramente di questa sfera e il coronavirus non lo sopisce ne’ anestetizza. E così sebbene tante, troppe persone, uomini e donne, ci abbiano dovuto lasciare in questi mesi senza un ultimo doloroso saluto da parte di chi resta, almeno la visita alle tombe deve essere concessa. Per molti, soprattutto per le persone sole, si tratta di vera necessita’. In tanti, i propri congiunti, li hanno infatti nei camposanti. Facendoci portavoci delle richieste dei telespettatori ci permettiamo inoltre di suggerire che almeno nei cimiteri, con le dovute distanza e all’aperto, le cerimonie funebri possano riprendere .

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