Viareggio verso la riapertura: tavolo permanente con le categorie economiche

VIAREGGIO - Aperto un tavolo permanente con le categorie economiche: obiettivo la ripartenza della città in vista della ‘fase 2’.«Non riapriremo domani – commenta il sindaco Giorgio Del Ghingaro – ma quando sarà dovremo mettere in conto di aver passato mesi a dire di non venire a Viareggio"

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Aperto un tavolo permanente con le categorie economiche: obiettivo la ripartenza della città in vista della ‘fase 2’.

La decisione è stata presa questa mattina nel corso di una riunione on line alla quale hanno partecipato il sindaco Giorgio Del Ghingaro, l’assessore al Commercio Patrizia Lombardi, Piero Bertolani di Confcommercio, Esmeralda Giampaoli e Daniele Benvenuti di Confesercenti, Andrea Giannecchini di Cna, Michela Fucile e Roberto Favilla per Confartigianato, Pietro Guardi per i Balneari e Sandra Lupori per Federalberghi.

L’incontro ha visto i rappresentanti delle categorie fare richieste e considerazioni in merito alle esigenze delle imprese del territorio, da quelle più grandi alle più piccole, ognuna con la propria peculiarità. Il sindaco ha recepito le istanze e proposto, al di là delle emergenze nell’immediato, di mettere a sistema tutte le realtà in modo da avere pronto un piano operativo quando sarà il momento della riapertura.

«Non riapriremo domani – commenta il sindaco Giorgio Del Ghingaro – ma quando sarà dovremo mettere in conto di aver passato mesi a dire di non venire a Viareggio. Un messaggio innaturale per la nostra città che vive da sempre anche e soprattutto di turismo».

Molto concrete le richieste dei rappresentati delle categorie così come i problemi sottolineati: dalla possibilità di iniziare a sistemare la spiaggia o di fare i lavori di restyling negli stabilimenti balneari, alla proroga di ulteriori 30 giorni per il versamento della rata dell’imposta di soggiorno.

Sotto la lente di ingrandimento anche la complessità della struttura economica e sociale di Viareggio, una città dai grandi numeri ma anche dalle moltissime difficoltà: una su tutte la crisi sociale che l’emergenza sanitaria ha messo in risalto, con una quantità enorme di nuovi poveri che emergono a poco a poco. Sono i lavoratori precari, gli stagionali del turismo, dal bagnino al cameriere, alle mille altre figure di cui le varie strutture nei mesi estivi si dotano: un esempio sono i grandi alberghi che contano annualmente anche 60 stagionali che a fronte di una stagione incerta preferiscono restare chiusi.

Al turismo sono legate circa 1.000 aziende commerciali non stagionali che occupano un ruolo satellitare nella filiera del turismo, ma molte rischiano di non riaprire se la stagione estiva non riparte, con un conseguente notevole incremento di disoccupazione.

E poi la pesca e gli artigiani, sia legati alle attività del porto che del turismo: anche in questo caso l’incertezza regna sovrana. E la richiesta è quella di investire sul locale, una volta usciti dall’emergenza.

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