Le distanze si riducono a un metro e Rossi si adegua alle riaperture

REGIONE TOSCANA - Il Governo accorcia notevolmente le distanze nei locali portandole a un metro, da lunedì ripartono quasi tutte le attività e il governatore Rossi si adegua alle decisioni di Roma per non penalizzare la regione

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Il commento alle decisioni del Governo lo ha affidato, come di consueto, ad un post su FB il governatore Enrico Rossi, che dopo un lungo tira e molla ha deciso di allinearsi a quanto deciso dalle altre regioni e da Roma, abbandonando l’idea di una riapertura graduale:

“Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte ieri mattina, di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività, ieri sera il governo ha deciso la svolta. O meglio, un vero contrordine. La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito.

La mia opinione era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza.

Avrei preferito maggiore cautela – prosegue Rossi – ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto.

Pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà della situazione – conclude i governatore –  l’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora.

Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico.
Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro.”

 

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