Gabbiani in centro storico, un flagello senza facili soluzioni

LUCCA - Le colonie di gabbiani in centro storico hanno proliferato esponenzialmente degli ultimi dieci anni. Mancati interventi preventivi e errato stoccaggio dei rifiuti organici alla base di una problematica che adesso vede poche soluzioni

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Una problematica globale che però a Lucca poteva essere in qualche modo arginata ma la cui portata non venne pienamente compresa negli scorsi anni e il cui risultato adesso è di difficile soluzione. Stiamo parlando del proliferare delle colonie di gabbiani in centro storico, che oltre a disturbare non poco il riposo dei residenti, creano grossi problemi a tetti e monumenti, oltre a rappresentare un potenziale veicolo per malattie trasmissibili anche all’uomo. Per capire meglio quello che è successo in questi anni a Lucca, abbiamo chiesto l’intervento del medico veterinario Ambrogio Pagani, adesso in pensione ma che per molti anni è stato il responsabile di medicina veterinaria dell’ASL 2. Quello che bisogna specificare è che il gabbiano, e nella fattispecie il gabbiano reale, protagonista della colonia lucchese, è una specie protetta e quindi non ne è consentito l’abbattimento. In natura ha pochi antagonisti dato che anche i rapaci preferiscono predare uccelli più piccoli e potenzialmente meno aggressivi. Quindi sembra che l’unica soluzione al problema sia quella di privarlo di cibo. Soluzione quantomai complicata da mettere in atto totalmente.

Commenti

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  1. La nostra città anni fa ha dovuto lottare contro i piccioni che stavamo devastando e danneggiando momunenti e anche la vita sociale. Ora nel 2020 quando il mondo è sotto minaccia a causa del degradato che causa la nascita di virus, aspettare che i gabbiani— REALI— Perché specie protetta, vada a devastare e anche mettere in pericolo altri volatili, NON POSSA ESSERE “” cacciato ” è ridicolo


  2. Il Comune di Lucca dovrebbe mettere cartelli con divieto di dare da mangiare ai volatili gabbiani piccioni ecc. su tutto il Comune e sanzioni certe.
    Senza regole ognuno fa come gli pare per essere anarchici ci vuole il cervello inserito.
    Marco Borelli

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