Lucca, produzione giù del 12%; Confindustria insiste: “Servono le infrastrutture”

LUCCA - Adesso ci sono i numeri ufficiali che indicano gli effetti della crisi sulla produzione industriale locale. Gli ha forniti il presidente di Confindustria Toscana Nord, l'imprenditore lucchese Giulio Grossi, nel corso di una video-conferenza stampa.

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A  Lucca la produzione è precipitata del 12% e non è andata nemmeno malissimo in confronto agli altri: a Pistoia è scesa del 17%, a Prato addirittura del 33%.

Emblematica la situazione del comparto cartario, che pure è rimasto aperto durante il lockdown ma per il quale, nel terzo trimestre, si attende un calo di produzione del 19%.

Di fronte a questa situazione gli industriali si attendono un cambio di passo da parte del prossimo governo regionale, di qualunque colore esso sia. “Le nostre richieste sono ripetitive”, dice Grossi “ma il problema rimane sempre il solito, quello delle infrastrutture”. Quelle viarie, come la terza corsia dell’autostrada Firenze Mare tra Prato e Pistoia e il raddoppio della ferrovia almeno fino a Pescia ma anche gli assi viari a Lucca e l’asse di penetrazione a Viareggio e il superamento del passaggio a livello sulla Francesca Romea ad Altopascio.

Ma a tenere banco adesso la questione smaltimento rifiuti industriali, in particolare quelli del settore cartario, riportata alla ribalta delle cronache dal progetto Kme.

“Vedremo che cosa farà adesso l’azienda – conclude Grossi – ma noi continueremo a sostenere questo progetto, che consideriamo strategico”.

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