Tre cluster famigliari in Versilia, il sindaco Tarabella attacca la Asl: “Ancora ritardi sui dati”

VERSILIA - 12 nuovi casi di coronavirus si sono registrati in Versilia dopo due settimane a zero contagi. Sono tre cosiddetti "cluster" famigliari, ovvero contagi registrati all'interno di nuclei. Si tratta di cittadini stranieri: due famiglie bengalesi a Viareggio e una di senegalesi a Seravezza.

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La notizia è arrivata nel pomeriggio di lunedì dalla Asl Toscana Nord ovest e dai sindaci Del Ghingaro e Tarabella. Il focolaio viareggino ha interessato in tutto 12 persone: otto bengalesi, residenti in città, e altre quattro persone che erano ospitate. Il contagio sarebbe partito da uno degli ospiti proveniente da Dakka, in Bangladesh, e atterrato a Roma la settimana scorsa. Dieci di queste 12 persone sono risultate positive: uno ricoverato in Malattie Infettive di Livorno e nove trasferiti in un albergo sanitario a Lucca. Gli altri due sono negativi e si trovano in quarantena a domicilio.

A Seravezza, in località Valventosa, una signora senegalese, appena rientrata dal suo Paese di origine, ha contratto il virus insieme ad uno dei suoi cinque figli. Il sindaco Riccardo Tarabella ha attaccato duramente la Asl per i ritardi nella comunicazione dei contagi, che in effetti non risultavano neppure nell’ultimo bollettino regionale.

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