LUCCA - La vicenda giudiziaria è quella relativa agli Orsetti di Alice, l’azienda lucchese che produceva e vendeva copie in peluche degli animali domestici di cui i clienti inviavano le foto. Dopo sette anni sono arrivare tre condanne per insolvenza fraudolenta in primo grado e un'assoluzione, ma ci sarà il ricorso in appello.

Inviavano foto del proprio animale del cuore per avere a casa una perfetta copia in peluche. I clienti, nello specifico, pagavano un’attività di Lucca per avere una riproduzione artigianale del cucciolo richiesto e che avevano sempre sognato, ma nonostante i soldi sborsati in anticipo alcuni dei pupazzi non sono arrivati. Stiamo parlando della vicenda relativa agli “Orsetti di Alice”, l’azienda lucchese finita anche nel mirino di ‘Striscia la notizia’ dopo le denunce dei clienti che non hanno più avuto notizie di alcuni peluche che avevano pagato.
Dopo 7 anni, il Tribunale di Lucca ha condannato una donna di 44 anni, una 39ene ed un 47enne, tutti e tre per insolvenza fraudolenta. È invece stato assolto Michele Scioscia, il titolare della PostePay difeso dall’avvocato Ilenia Vettori, che ha espresso la propria soddisfazione.
Le condanne in primo grado sono state emesse dal giudice Gianluca Massaro, ma gli avvocati difensori hanno fatto sapere che ricorreranno in appello.