VALLE DEL SERCHIO - Due gli aspetti fondamentali che legano la befana al nostro territorio, la vecchina che ogni anno porta i doni a bambine e bambini e poi il canto di questua, un rito antico che si rinnova nell’augurare a tutti un anno ricco di salute, fortuna e fecondità, riferito ovviamente alla natura, ovvero all’auspicio per raccolti abbondanti.
Il canto veniva e viene proposto da gruppi di persone spesso anche vestiti da “befanotti” che si recano nelle abitazioni a cantar l’epifania: in cambio ricevono beni alimentari e oggi anche offerte da destinare poi a chi ne ha bisogno.
Ogni paese ha la sua melodia e i suoi testi; in molti casi si rinnovano di anno in anno scritti da poeti locali, mentre in altri vengono usati testi antichi. In valle del Serchio il più cantato è senza dubbio quello di Giovanni Pascoli, che inizia con Viene viene la befana…
Nel lontano 1977 lo stato abolì la festa dell’Epifania riammessa poi nel 1985 e proprio allora vi fu una ripresa importante di questa tradizione, che ancora oggi è particolarmente vissuta.
A Castiglione ci sono tre gruppi numerosi che animano il paese la sera del 5 Gennaio, poi c’è Barga, Camporgiano che è ufficialmente il paese del Folclore, mentre a Gallicano si canta una melodia struggente che prende il titolo di “Gran prodigio”; questo gruppo invece riporta la melodia Barghigiana e sono i cantori di Filecchio.
Nella prossima puntata della trasmissione i colori del Serchio ascolteremo in forma integrale tanti gruppi di cantori che hanno animato la vigilia di befana 2026
