LUCCA - Alla presenza dell'arcivescovo Paolo Giulietti è stata presentata una speciale medaglia coniata dalla Zecca di Lucca che ritrae il Poverello d'Assisi in estasi, mentre mostra le stimmate. È stata anche l'occasione per ricordare lo straordinario ritrovamento di monete coniate a Lucca nel sarcofago del Patrono d'Italia
Per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco, che ricorre quest’anno, la zecca più antica d’Europa, quella di Lucca, ha coniato una medaglia dedicata al Poverello d’Assisi, raffigurato in estasi mentre mostra le stimmate. Dopo la medaglia del Giubileo della Speranza, si tratta di un’altra opera dal grande valore simbolico e spirituale oltre che artistico, e vede l’uso sapiente di metalli e smalti preziosi, grazie alla maestria dell’incisore Roberto Orlandi. Anche se San Francesco ammoniva: “Guardiamoci tutti, frati, dal considerare l’argento e il denaro migliore della polvere.”
Ma, come spiega, Alessandro Colombini, presidente della Fondazione Antica Zecca di Lucca, si tratta di una contraddizione solo in apparenza: “Potrebbe sembrare un paradosso celebrare una figura come quella di San Francesco, dedito alla povertà, all’umiltà, attraverso una medaglia che è un oggetto prezioso. In realtà, la medaglia è un qualche cosa che evoca un concetto, quello di dono. San Francesco ha fatto appunto del dono e del donare ai poveri, del donare agli altri qualche cosa di molto importante. E allora oggi, attraverso questo piccolo oggetto di metallo che celebra questa figura straordinaria, vogliamo proprio richiamarci a quelli che erano i principi della sua fede e della sua dottrina.”
La medaglia è stata presentata anche in uno speciale cofanetto che contiene la riproduzione di 11 monete coniate dalla Zecca di Lucca ritrovate – alla riapertura del sarcofago di Francesco nel 1818 – vicine alle spoglie del santo. Un dettaglio storico che rafforza il legame tra Lucca e il Patrono d’Italia. Si trattava di monete dette enriciane, realizzate in una lega di argento piuttosto povera. Erano di uso quotidiano e furono probabilmente un’offerta “senza peccato”; una testimonianza di fede lasciata nel 1226 o poco dopo, quando il sepolcro era ancora accessibile ai fedeli.
Le iniziative per San Francesco nel 2026 saranno diffuse in ogni parte d’Italia e del mondo, ma non mancheranno occasioni anche a Lucca per ricordare questa figura che ancora oggi illumina la storia della Chiesa. “Il poverello di Assisi – sottolinea l’arcivescovo Paolo Giulietti – ci invita a ritornare al Vangelo, per una vita autenticamente cristiana, nell’amore profondo per Dio, nella semplicità della vita, nella fratellanza cordiale con tutti, nell’amicizia con gli ultimi”.
La Diocesi di Lucca, grazie all’Unione artisti cattolici sezione di Lucca, sta promuovendo anche un concorso artistico per giovani dai 12 ai 26 anni residenti sul territorio diocesano. Le iscrizioni ancora aperte – chiuderanno il 28 febbraio – permetteranno di raccogliere un numero congruo di opere che poi saranno esposte in mostra nella chiesa di San Cristoforo proprio il prossimo ottobre, nei giorni dell’anniversario della morte di San Francesco.
