Si parte, come ormai da tradizione, dalla cronometro individuale di Lido di Camaiore. La Corsa dei Due Mari attraverserà cinque regioni con un percorso variegato che offrirà occasioni ad ogni tipologia di corridore, dal 9 al 15 marzo

È stata presentata ad Ancona la classica Tirreno-Adriatico, che quest’anno prevede tappe con 4mila metri di dislivello. Sette frazioni toccate e 1169,5 chilometri di pedalata, tra Camaiore e San Benedetto. È la 61esima edizione della corsa, in programma dal 9 al 15 marzo. La Corsa dei Due Mari attraverserà cinque regioni con un percorso variegato che offrirà occasioni a ogni tipologia di corridore: dalla cronometro individuale di Lido di Camaiore, che aprirà come da recente tradizione la caccia alla maglia azzurra, lunedì 9 marzo, con l’ormai tradizionale crono individuale di 11,5 chilometri, fino alla frazione conclusiva di San Benedetto del Tronto, dove verrà alzato al cielo il Tridente di Nettuno, domenica 15 marzo.
Accantonato l’arrivo in salita, che aveva caratterizzato le ultime edizioni, il percorso rimane ricco di insidie, come lo sterrato che chiude la frazione di San Gimignano (Siena) e i numerosi muri presenti nelle frazioni marchigiane che daranno verosimilmente una conformazione definitiva alla classifica generale.
Cresce il dislivello totale: saranno 15.550 i metri complessivi, contro i 14.400 dell’edizione 2025. “Abbiamo costruito un percorso duro, con tappe che superano 3.500-4.000 metri di dislivello e che richiederanno grande completezza”, ha spiegato Stefano Allocchio, direttore di Corsa Rcs Sport ed ex ciclista. “In questo senso, le Marche rappresentano ancora una volta un elemento centrale della Corsa dei Due Mari, offrendo un contesto ideale per le tappe decisive della gara. Ci aspettiamo una partecipazione di livello mondiale”. Quattro gli arrivi di tappa inediti di questa edizione: San Gimignano, Magliano de’ Marsi (L’Aquila), Martinsicuro (Teramo) e Mombaroccio (Pesaro Urbino).
