PROVINCIA DI LUCCA - Ben 44 i comuni in restrizioni nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. In tre mesi passati da 88 a 268 casi
Non si ferma l’emergenza peste suina nelle provincia di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. Sono triplicati infatti i cinghiali trovati positivi alla malattia in Toscana negli ultimi tre mesi, passando da 88 a ben 268 casi. Coldiretti Toscana torna ad evidenziare la gravità della situazione, sottolineando anche il clima di esasperazione raggiunto ormai dal settore e promettendo nuove mobilitazioni. Sono 44 adesso i comuni inseriti nelle zone di restrizione, all’interno di un quadro che sta mettendo sempre più a dura prova le aziende agricole. La richiesta dell’associazione alle istituzioni è semplice: un deciso cambio di passo.
Il dito è puntato verso la burocrazia e lo scarso coordinamento sul territorio toscano che, all’atto pratico, si traducono in difficoltà e rallentamenti nella messa in atto delle ordinanze commissariali da parte degli attori coinvolti nell’emergenza sanitaria nazionale: Regione Toscana, Azienda Sanitaria Locale, Provincia, Ambiti Territoriali di Caccia.
“Dobbiamo cambiare marcia nell’attività di depopolamento dei cinghiali sul territorio, includendo anche le aree protette dei parchi; gli agricoltori e gli allevatori stanno pagando un prezzo salatissimo, in termini di danni alle produzioni agricole e di rischio di contagio negli allevamenti di suini. Ciò che è chiara è la difficoltà dei soggetti istituzionali regionali a mettere in pratica gli interventi necessari di riduzione del numero dei cinghiali, principali vettori del virus, secondo le direttive delle ordinanze commissariali. – denuncia il presidente di Coldiretti Lucca, Andrea Elmi – Emblematico è anche l’esempio delle gabbie di cattura, che avevamo richiesto di installare, in collaborazione con la struttura del commissario Filippini, nelle aziende agricole disponibili e che dovevano servire insieme all’attività imprescindibile dei cacciatori ad alleggerire il peso della presenza dei cinghiali nelle campagne; sono state installate nei poderi a dicembre, ma non sono ancora operative oggi, mancano dei protocolli di gestione effettivi. Ci si perde in un bicchiere d’acqua, siamo molto delusi e non escludiamo una nuova mobilitazione”.
