LUCCA - La provincia di Lucca, insieme al Ponente ligure, è tra le zone più colpite in Italia dalla presenza del grande calabrone venuto dall'Asia, che fa strage di api ed è pericoloso per l'uomo. Abbiamo seguito un esperto in uno degli avvistamenti nel centro cittadino per capire come bisogna comportarsi
Sono sempre più numerose a Lucca e provincia le segnalazioni di grandi nidi appesi agli alberi, resi ben visibili dalla caduta delle foglie. Si tratta dei nidi della temibile vespa velutina, arrivata dall’Asia, estremamente dannosa per le api, di cui si ciba, distruggendo intere colonie, e pericolosa per l’uomo, che non solo punge, ma al quale spruzza anche veleno negli occhi.
In questo periodo dell’anno questi grandi nidi – detti secondari – non rappresentano un rischio: sono stati abbandonati – e non saranno ripopolati – e le vespe sono già morte. Vivono infatti dalla primavera alla fine dell’estate o al primo autunno. In ogni caso, bisogna comunicare l’avvistamento.
Per cercare di ridurre il numero di questi calabroni così temibili saranno poi centrali le azioni messe in campo a primavera.
Per catturare più regine è fondamentale l’uso delle trappole, da porre vicino ai vecchi nidi e nei luoghi riparati, dove possono svernare: rimesse, tettoie, legnaie, gazebo gronde dei fabbricati.
In primavera e in estate vanno poi segnalati tempestivamente anche i nidi secondari abitati, per l’intervento degli esperti che li neutralizzeranno.
Per segnalazioni in tutta la provincia di Lucca: Associazione Garfagnana Vespa Velutina tel. 339 3275069 – mail: garfagnanavelutina@gmail.com
