Fondazione Cresci, nel 2026 nuova presidente, nuova sede e tante iniziative

Fondazione Cresci, nel 2026 nuova presidente, nuova sede e tante iniziative

Redazione

di Redazione

LUCCA - Cambio alla guida della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana con l’arrivo di Maria Talarico (ex Boccherini) al posto di Ave Marchi. Annunciato anche il trasferimento di museo e archivio in nuovi spazi. Inoltre, è stato presentato il programma 2026 con mostre, convegni, pubblicazioni e iniziative, tra cui una dedicata agli emigranti italiani (e lucchesi) diventati famosi sul ring

Cambio al vertice della “Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana”: l’avvocata Maria Talarico subentra come presidente ad Ave Marchi, al termine del suo mandato iniziato nell’estate 2021.
La Fondazione presto cambierà anche sede. Quella attuale subisce infatti da tempo infiltrazioni di acqua e necessita di una profonda ristrutturazione. Museo e archivio si sposteranno, sempre all’interno del complesso di Palazzo Ducale, nelle stanze attualmente occupate dal Museo del Risorgimento.

La Fondazione Paolo Cresci ha anche presentato, nella mattina di martedì 12 maggio, il programma per il 2026, tra mostre, convegni, conferenze, studi, nuove pubblicazioni, produzioni di audiovisivi e spettacoli.

A Palazzo Ducale erano presenti il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci, il presidente della Fondazione Ave Marchi, il direttore scientifico Pietro Luigi Biagioni, i sindaci Andrea Tagliasacchi e Paolo Michelini in rappresentanza, rispettivamente, dell’Unione dei Comuni della Garfagnana e della Mediavalle, Ilaria Del Bianco dell’Associazione Lucchesi nel Mondo e Lamberto Serafini della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Tra i relatori presenti anche Maria Talarico che, come detto, subentrerà ad Ave Marchi alla presidenza della Fondazione Cresci.

Sabato 13 giugno, nella cornice liberty di Villa Argentina a Viareggio, sarà inaugurata la mostra “Fortissimi. Emigranti sul ring: un secolo di battaglie in America” dedicata ai pugili italiani in America tra il 1900 e il 1960, curata da Pietro Luigi Biagioni e Massimo Cutò, giornalista e studioso dei fenomeni migratori, che firma anche il volume collegato.

La rassegna espositiva ripercorre attraverso documenti, foto e filmati d’epoca l’epopea del pugilato italiano in America dai primi atleti italiani emigrati, non riconosciuti ufficialmente come campioni del mondo, in quanto non ancora definiti i criteri delle classifiche dei titoli: da Primo Carnera, Rocky Marciano, ai lucchesi Gino Buonvino, Ugo Micheli ed altri, che combatterono sui ring delle più importanti città del Nord America, diventando autentici divi di queste discipline.

«Nato nei quartieri poveri degli emigrati, non solo italiani, rappresenta all’inizio una forma di difesa e di sopravvivenza in ambienti spesso degradati e violenti – afferma Pietro Luigi Biagioni – quindi diventa uno strumento di emancipazione sociale della comunità italiana, oggetto nei primi anni della Grande Emigrazione, di discriminazione e spesso di fenomeni di esclusione di emarginazione».

Terminata la carriera pugilistica alcuni si dettero al cinema riscuotendo lusinghieri successi nei colossal storici con l’interpretazione di personaggi quali Ursus e Maciste. La mostra presenta documenti, giornali, filmati, reperiti o da collezionisti, soprattutto del curatore Massimo Cutò, o eredi dei protagonisti che hanno conservato la memoria di questi colossi che riuscirono a emozionare folle di sportivi e in particolare a far battere il cuore dei connazionali italiani.

«Non è stato facile rintracciare le notizie – afferma Cutò – . Esiste la rete preziosa degli appassionati e quella virtuale che offre dati contraddittori ma utili. Sfogliando vecchie pagine di carta o digitali, è scattata la passione per esistenze che a volte sembrano immaginarie, tanto vanno oltre il senso comune delle cose: identità pittoresche, forza di volontà, coraggio, esaltazione e cadute rovinose. C’è tanto, c’è tutto nelle biografie enormi o minime di questi picari. Abbiamo cercato di riportarle alla luce, inserendole nel contesto generale di un secolo caratterizzato da partenze e arrivi di massa».

Un anniversario importante

Il 2026, segna il 150° anniversario dell’avvio delle rilevazioni statistiche ufficiali sull’emigrazione italiana (1876), anno definito come l’inizio della Grande emigrazione (1876-1914), periodo durante il quale lasciarono l’Italia circa 14 milioni di persone.

«Anche la provincia di Lucca che a quel tempo non comprendeva la Garfagnana aggregata alla provincia di Massa, dal 1876 in poi vide un intenso flusso in uscita – spiega la presidente Ave Marchi – nel 1876 con 3mila 357 partenze; negli anni successivi l’andamento, anche se altalenante, ma sempre in crescita con punte nel 1906 (10.279), 1907 (10.005) e nel 1910 (1002). L’emigrazione che aveva origini antiche, anche se in genere stagionali, si rafforzò a causa dell’eccedenza di forza lavoro, che non trovando impiego nella propria terra, si rivolgeva all’estero».

Per celebrare questa ricorrenza, la Fondazione promuoverà diverse iniziative. Tra queste

· l’accesso libero online al Bollettino della storia dell’emigrazione italiana; strumento indispensabile per gli studiosi;

· l’ampliamento del Museo dell’Emigrazione Italiana online con la sezione “In viaggio con lettere”, ossia la pubblicazione della trascrizione di 250 missive conservate nell’Archivio, al fine di mettere a disposizione degli studiosi del materiale interessante, per scrivere la storia dell’emigrazione partendo dalle dirette testimonianze;

· la realizzazione di pubblicazione dedicata alla Didattica della storia dell’emigrazione in collaborazione con l’Università di Pisa.

Convegni e pubblicazioni

Ad ottobre è in programma il Convegno di studi, in collaborazione con il Centro Studi Altreitalie di Torino:

· Va pensiero…Note italiane attraverso gli oceani studiosi di livello internazionale riuniti a Lucca per un convegno alla ricerche dei rapporti fra la musica, in particolare quella operistica, e l’emigrazione italiana nel mondo. Un evento che vuol celebrare i 150 anni dell’inizio della Grande Emigrazione italiana

Tra le pubblicazioni:

· Una famiglia di emigranti garfagnini durante la guerra (1940-1945); fuggita da Londra all’indomani della dichiarazione di guerra per timore di intolleranza e discriminazioni, si ritrova in Garfagnana diventata teatro di guerra e nel pieno della resistenza al nazi-fascismo. Il tutto raccontato attraverso gli occhi di un bambino.

· Sapori toscani nel mondo, dedicato alla diffusione internazionale della tradizione gastronomica toscana ad opera degli emigranti dall’inizio del Novecento ai nostri giorni.

Spettacoli

In programma la 4ª edizione di Mister Wonderland. A little film festival. Il cinema delle origini e delle migrazioni, in omaggio a Zeffirino Poli, pioniere dello spettacolo originario di Bolognana, sotto la direzione artistica di Alessandro Bertolucci, con la proiezione di: Luci della città (1931) di Charlie Chaplin; Francesco, giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini, in occasione degli 800 anni dalla nascita in Cielo del Santo; Francesca Cabrini (2024), la Patrona dei Migranti, di Alejandro Monteverde.

Studi e ricerche

Prosegue, inoltre, il progetto Archimig – Archivimigranti, in collaborazione con IMT Lucca, con una borsa di studio biennale per un ricercatore specializzato, il dott. Samuel Boscarello, che sta svolgendo il suo lavoro nell’Archivio anche al fine della realizzazione di una mostra e di una pubblicazione.

La prosecuzione del progetto Le interviste possibili, a cura del prof. Michele Campanini, che prevede la raccolta delle testimonianze dei più importanti studiosi della storia dell’emigrazione italiana.

Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, con:

· la presentazione del documentario “Toscana chiama Londra” nelle scuole delle province di Lucca e Pistoia;

· interviste a giovani expat

La Fondazione Paolo Cresci, che ha sede a Palazzo Ducale, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza dei fenomeni storici e sociali legati all’emigrazione, dall’Ottocento fino ai giorni nostri, attraverso eventi culturali, conferenze, dibattiti e pubblicazioni.

Tra le sue principali attività figurano:

· la gestione di un archivio con oltre 15.000 unità documentarie;

· una biblioteca con emeroteca, che comprende più di 1.300 volumi, affiancata da una biblioteca digitale;

· il museo, unico a livello regionale per il tema trattato.

La Fondazione è capofila del Sistema museale territoriale della provincia di Lucca che riunisce oltre 30 musei e ne coordina le attività. Il programma completo è scaricabile dal sito della Fondazione Cresci www.fondazionepaolocresci.it

Biografia della nuova presidente

A margine della conferenza stampa è stata annunciata la nuova presidente della Fondazione Cresci che sarà poi presentata ufficialmente in seguito.

Si tratta dell’avvocato Maria Talarico che succederà ad Ave Marchi in procinto di scadenza del suo mandato iniziato nell’estate del 2021.

Dopo aver conseguito il diploma in pianoforte al Conservatorio “Boccherini” di Lucca e aver insegnato musica nelle scuole medie per alcuni anni, Talarico si è laureata in giurisprudenza all’Università di Pisa, accedendo poi alla professione di avvocato. Dopo aver praticato la professione forense nello studio legale Ravenni, a Lucca, nel 2001 ha avviato il proprio studio. Oltre a guidare la delegazione lucchese dei FAI, Talarico è da sempre impegnata in vari enti e associazioni che operano sul territorio: Fidapa, Soroptimist e Lions Lucca. Talarico è stata per 6 anni (2020-2026) presidente del “Boccherini” che proprio nel corso del suo mandato è passato da Istituto musicale pareggiato a Conservatorio di Stato con decreto del Miur.