Coldiretti, in tre anni nate oltre mille imprese under 40: a Lucca in totale sono 251

Coldiretti, in tre anni nate oltre mille imprese under 40: a Lucca in totale sono 251

Redazione

di Redazione

PROVINCIA DI LUCCA - Dati sono della Camera Toscana Nord Ovest ISR e Coldiretti. In provincia 170 imprese sono under 35

Sono 251 le imprese agricole under 40, di cui 170 under 35. Sono dati ancora in saluta ma che fanno vedere un miglioramento quelli della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest e Coldiretti Toscana riguardanti l’imprenditoria giovane nella provincia di Lucca. Numeri che rientrano in un quadro toscano dove sono nate oltre mille nuove imprese agricole under 40 negli ultimi tre anni; più di 300 negli ultimi dodici mesi, per un totale di 3.600 imprenditori.

E sono proprio i giovani a spingere il settore verso la multifunzionalità 5.0: aziende non più orientate soltanto alla produzione agricola, ma impegnate anche nella sostenibilità, nel sociale, nella didattica e nelle nuove tecnologie.

All’incontro, aperto dai saluti della presidente provinciale Lidia Castellucci e dal direttore regionale, Angelo Corsetti, hanno partecipato il delegato nazionale di Giovani Impresa Coldiretti Enrico Parisi, il segretario nazionale del movimento giovanile Pier Carlo Tondo, il delegato regionale Francesco Panzacchi ed il delegato provinciale di Arezzo James Lewis Benedetto. I lavori sono stati coordinati dalla segretaria regionale del movimento, Eleonora Tinarelli.

“Le risorse messe a disposizione per il ricambio generazionale nella nostra regione, soprattutto dall’ultimo bando del Complemento di Sviluppo Rurale – circa 60 milioni – hanno permesso a tante imprese, circa 400, di vedere la luce: ci aspettiamo lo stesso effetto bazooka dall’edizione del nuovo bando che si chiuderà il prossimo 4 giugno del complemento di sviluppo rurale. C’è un grandissimo interesse che misuriamo attraverso la partecipazione ai nostri open day dedicati a questa misura: la dotazione di 100 mila euro a fondo perduto è un sostegno senza precedenti per questo settore nella nostra regione. – spiega Francesco Panzacchi, Delegato Giovani Coldiretti Toscana – L’investimento sui giovani è un investimento sul futuro delle aree interne. La nostra è la generazione che più di altre sta beneficiando delle opportunità della legge di orientamento voluta proprio da Coldiretti: una legge che il 20 maggio festeggerà 25 anni. Un altro driver per sostenere la transizione è quello della semplificazione: la burocrazia ci ostacola. Ci aspettiamo molto dal pacchetto di riforme in discussione nelle prossime settimane in regione: richieste frutto delle nostre richieste e delle nostre recenti mobilitazioni”.

“Non è vero che i giovani non hanno voglia di impegnarsi. Ma vanno aiutati, sostenuti e accompagnati. – ha spiegato Enrico Parisi, ricordando anche le difficoltà che le nuove imprese si trovano ad affrontare – Le aziende giovanili sono in prima linea nel contrastare il calo demografico, ma si scontrano con tre grandi criticità a cui dobbiamo dare risposte concrete: l’accesso al credito, alla terra e alle competenze. Dobbiamo dare speranza ai giovani agricoltori che vogliono restare nel nostro Paese, lavorare e creare occupazione, offrendo così alle future generazioni la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo: un settore fondamentale per la sovranità alimentare e il benessere del Paese”.

“Essere giovani imprenditori oggi significa avere il coraggio di immaginare nuovi modelli e nuove opportunità, mettendoci la faccia per essere i veri protagonisti del cambiamento. – spiega James Lewis Benedetto, Delegato Giovani Impresa Arezzo – Il futuro dell’agricoltura deve essere nostro, siamo noi a vivere quotidianamente le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità, impegnandoci a trasformarle in strategie concrete. Partecipare attivamente significa portare energia e competenze per costruire una leadership basata su autonomia e responsabilità. In un settore segnato da instabilità e costi crescenti occorre una presenza proattiva che sappia incidere sulle decisioni. Soltanto attraverso la nostra compattezza e una progettualità pragmatica possiamo dare forma a un’agricoltura che sia realmente competitiva e all’altezza delle side che ci attendono”.