29 giugno: di nuovo battaglia tra accusa e difesa

VIAREGGIO - “Le accuse ipotizzate dalla procura per Ferrovie e per l'ad Moretti, sulla base della prove raccolte sono irrilevanti”. E’ il commento di Armando D’Apote, legale di Fs dopo la chiusura delle indagini.

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Non è dello stesso avviso la procura di Lucca. Nell’atto di conclusione indagini notificato ai 32 iscritti nel registro degli indagati, i magistrati parlano chiaro e dicono che i danni del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 sarebbero stati superiori a quelli che si sono verificati. L’esplosione avrebbe potuto coinvolgere tutto il convoglio carico di petrolio liquefatto, altre tredici cisterne piene di gpl e i danni e le vittime sarebbero stati inimmaginabili. Quella notte viene detto nel documento si sfiorò anche la collisione del cargo con un treno passeggeri. Insomma uno scenario nel quale è facile ipotizzare che l’ad di Fs, Moretti, possa essere uno dei principali indagati. I magistrati per Moretti ipotizzano la sottovalutazione di vari pericoli. Non avrebbe tenuto conto dei rischi scaturiti dal passaggio di treni carichi di sostanze pericolose da zone densamente abitate. Il pubblico ministero inoltre ipotizza che Moretti, non avrebbe valutato i rischi derivanti dalla presenza dei picchetti lungo la ferrovia della velocità sostenuta dal convoglio nel passare da Viareggio e inoltre non avrebbe predisposto sul treno un sistema per il rapido arresto in caso di deragliamento.

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