Ragazzo denunciato per stalking

LUCCA - La Divisione Anticrimine della Questura ha denunciato per atti persecutori un ragazzo lucchese di 20 anni che non accettava la fine della sua relazione con una giovane di 23 anni.

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Tutto è iniziato nella primavera del 2012 quando la giovane decide di mettere fine ad un rapporto caratterizzato da frequenti crisi di gelosia (non poteva uscire di casa se non accompagnata e le era vietato di frequentare amicizie sia maschili che femminili) che in alcuni casi erano sfociate anche in episodi di violenza fisica.
Il 20enne ovviamente non accetta la separazione ed inizialmente le fa moltissime telefonate chiedendo incontri che la ragazza accetta di avere ma che finiscono sempre in furiose litigate.
Comincia quindi la persecuzione con minacce pesantissime tramite telefonate e sms rivolte sia alla ragazza che alla famiglia di lei, colpevole, secondo il giovane, di averla convinta a lasciarlo.
Non solo: il giovane mette in atto appostamenti e visite a casa della ragazza anche ne cuore della notte. Suona il campanello e pretende incontri e spiegazioni.
La situazione degenera quando la ragazza intesse un’amicizia con un ragazzo: il 20enne, accecato dalla gelosia, lo cerca a casa e lo affronta picchiandolo tanto da costringerlo a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
La ragazza, ormai disperata, parla con i genitori ed insieme a loro decide di rivolgersi alla questura per denunciare la persecuzione e richiedere l’ammonimento del giovane persecutore.
Esaminati i fatti e trovati i riscontri necessari, il Questore emette l’ammonimento, provvedimento previsto dalla legge contro lo stalking, nel quale viene intimato al 20enne di cessare le condotte persecutorie, pena la denuncia d’ufficio.
In un primo momento la cosa sembra risolta: per alcuni giorni infatti il 20enne non si fa più sentire ma dopo poco l’attività persecutoria ricomincia come e più di prima, con telefonate, sms, appostamenti e minacce. Alcune volte poi il giovane ferma la ragazza per strada e pretende di essere ascoltato. Altre ancora la segue fino a casa urlandole di tornare con lui.
La situazione viene però costantemente monitorata dalla Divisione Anticrimine che si tiene quotidianamente in contatto sia con la ragazza che con la sua famiglia: appurato così che il giovane non ha cessato la condotta intimidatoria, viene denunciato d’ufficio all’autorità giudiziaria e, vista la gravità della situazione, contestualmente viene chiesto al Pubblico Ministero che venga emesso il divieto di avvicinamentoalla ragazza ai suoi familiari e all’amico vittima del pestaggio, una misura cautelare necessaria, che impone che lo stalker non possa più recarsi a casa della vittima e nei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, dai familiari e dall’amico oltre a non poter più comunicare in nessun modo con loro nemmeno per telefono.

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