Napolitano a S.Anna di Stazzema

STAZZEMA - I presidenti di Italia e Germania, Giorgio Napolitano e Joachim Gauk, hanno reso omaggio alle vittime della strage nazi fascista di S.Anna di Stazzema. Commosso abbraccio con i superstiti e i familiari delle vittime.

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E’ stata tutt’altro che una fredda visita istituzionale di cortesia. Giorgio Napolitano ha vissuto con intensità quella che probabilmente, lo ha detto lui stesso, sarà l’ultima uscita ufficiale del suo mandato. Lui ed il presidente della Repubblica Federale Tedesca, Joachim Gauk, sono arrivati a mezzogiorno a Sant’Anna, proprio mentre iniziava a piovere, accolti dalle autorità e dalla tante gente arrivata fin quassù. Ai cronisti ha detto subito di essere felice di chiudere proprio a Sant’Anna le visite del suo settennato, anche se c’è ancora la crisi politica di risolvere.
Davanti all’ossario, al monumento che ricorda le 560 vittime dell’insensata furia nazi fascista, l’abbraccio spontaneo e caloroso con il presidente tedesco, a simboleggiare un’amicizia tra due paesi che, ha detto Napolitano, deve rimanere salda. Poi la scopertura della lapide in ricordo dei martiri di Sant’Anna, che sancisce questa mattinata storica.
E dopo gli abbracci con il sindaco di Stazzema Michele Silicani, l’incontro con Enrico Pieri, sopravvissuto alla strage, il vero artefice della visita a Sant’Anna dei due presidenti. Napolitano infatti ha raccontato di aver consegnato poco piu’ di un mese fa a Gauck una lettera firmata da Pieri. “Dopo averla letta Gauck ha deciso di venire con assoluta determinazione a Sant’Anna. La sua presenza qui oggi e’ di grandissima importanza”, ha detto commosso il presidente della Repubblica.
Napolitano ha sottolineato inoltre come la memoria sia la più alta forma di giustizia, forse più alta di quella che si riesce a trovare nei tribunali. Parole poi riprese dal presidente tedesco. I crimini commessi qui non possono essere dimenticati, ha detto Gauk, che ha aggiunto: ”l’opinione pubblica non deve tacere se tacciono i tribunali, perche’ noi possiamo dare nome alla colpa”.
La mattinata si è conclusa con la visita al Museo della Resistenza e alla chiesa di Sant’Anna.

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