9 mesi di vita: la Asl2 promuove il San Luca

LUCCA - "A nove mesi dall'attivazione il giudizio sull'ospedale San Luca è ampiamente positivo". Così il direttore generale della Asl2 Joseph Polimeni ha tracciato un bilancio sulla prima fase di attività del nuovo nosocomio lucchese.

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Per farlo ha chiamato a raccolta tutti i direttori dei dipartimenti. “Nonostante le difficoltà, la struttura sta rispondendo alle necessità della cittadinanza” è stato sottolineato. Anche il Pronto Soccorso, oggetto di molte critiche per i tempi di attesa, ha passato l’esame. “I medici sono quattro per turno e gli infermieri come minimo 9, esattamente come in passato”. E a proposito di personale Polimeni ha smentito assunzioni in tempi brevi.

Tra le eccellenze, hanno sottolineato i vertici aziendali, ci sono tanti servizi: dalla medicina nucleare alla radioterapia, dalla banca delle cornee al centro senologico. E poi le liste di attesa: Lucca è al secondo posto in Toscana per rapidità di risposte.

Nonostante il bilancio positivo, comunque, Polimeni ha garantito l’impegno costante al confronto per migliorare il servizio e l’organizzazione.

Commenti

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  1. Associazione per non morire


    Questo il nostro pensiero complessivo e, a caduta, locale sul “compleanno” del San Luca.
    Per noi è abbastanza chiaro che, questa manovra politica – finanziaria è più di facciata che di veri e propri risparmi, magari oculati ed attenti.
    Ormai l’organizzazione del “lavoro ospedaliero” del “sanitario” della ricerca della salute dei cittadini, passa sempre più da operazioni dettate da chi, hainoi, non ha, a seguito della sua formazione professionale, il polso della situazione e, altrettanto spesso, chi dirige è imbevuto da interessi, ancorchè, legittimi, propri che, secondo noi, non hanno niente in comune con quelli della collettività.
    Dietro questo “turbamento” dirigenziale si cela un abbattimento del numero del personale, un “adeguamento” alle risorse finanziarie in essere per la tutela della salute del cittadino.Quindi, prospettare nei prossimi anni circa 200-300 sanitari e simili in meno è, sempre per noi, anche ottimistico e poco verosimile.
    Più in generale vogliamo ricordare in modo sintetico come, la tutela dei nostri servizi, prende vigore si edifica e si esplica in concreto.
    Alla Corte dei Conti di predisporre il referto sul costo del lavoro da presentare al Parlamento ai sensi dell’art. 60 del d.lgs n. 165/2001 – comprensivo
    anche del monitoraggio della contrattazione integrativa previsto all’art. 40 bis dello stesso d.lgs 165 – e di utilizzare le informazioni raccolte per le attività di certificazione degli oneri contenuti nelle relazioni tecniche dei contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego stipulati dall’ARAN e dal Governo stesso; al Governo di adottare decisioni di finanza pubblica in tema di pubblico impiego e di quantificare gli oneri dei contratti e degli incrementi retributivi del personale statale non contrattualizzato; all’ARAN di quantificare gli oneri per i rinnovi contrattuali; all’ISTAT di predisporre le statistiche sul pubblico impiego; ad altri Organismi pubblici di utilizzare per fini conoscitivi i dati pubblicati sul web; al Parlamento di verificare le relazioni tecniche dei provvedimenti legislativi sul pubblico impiego al Ministero dell’Interno di predisporre le elaborazioni previste dal dlgs 267/2000, articolo 95, in materia di Censimento degli Enti locali al Ministero della Salute di predisporre le elaborazioni di competenza sui dati di specifico interesse.
    Come potete leggere non manca proprio niente affinchè vi siano pubblici servizi adeguati e consoni alle richieste di salute, ed altro, da parte di cittadini che, con il loro contributo fiscale si impegnano affinchè vi sia solidarietà sociale.
    Nel frattempo in Sanità accade che :
    I malati cronici non autosufficienti sono arrivati a 18 milioni.
    • I posti letto diminuiscono, le liste di attesa si allungano. 
    • I ticket sono cresciuti del 25%.
    • Chi può spende di tasca propria per curarsi, chi NON può rinuncia alle cure.
    • 33 mila operatori sanitari sono precari e rischiano di essere espulsi dal sistema.
    • 100 mila lavoratori sanitari sono senza certezze e senza contratto dal 2007.
    In questi anni:
    • Ancora niente costi standard, si continua a spendere male.
    • L’Italia ha investito solo lo 0’5% del PIL in prevenzione, la media UE è 2,9%.
    • Non si è creata una rete territoriale integrata in grado di assistere h24 e 7su 7.
    • Gli operatori della sanità hanno perso in media 3.300 euro in busta paga.
    Concludiamo in modo ironico e scaramantico, ben venga la Legge Regionale Delega per la riorganizzazione dei vertici Aziendali Sanitari, non ci sarà altro che migliorare…ma permettetici di sospettare un decadimento ulteriore e degradante dell’intero SSR.
    Concludiamo in modo “ottimistico” ..cento anni di vita la San Luca ma, si auspica, anche altrettanti alla salute di tutti i cittadini-e della nostra ASL.

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