Picchiava la moglie da anni: arrestato quarantenne

LUCCA - Picchiava la moglie da diversi anni l'uomo arrestato dalla Squadra Mobile in esecuzione di un'ordinanza del GIP di Lucca che ha disposto, su richiesta del Sostituto Procuratore A. Mariotti, gli arresti domiciliari per i reati di maltrattamenti e lesioni.

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I due si erano conosciuti nel 2012 e, un anno dopo, avevano deciso di convivere. Venti giorni prima del matrimonio l’uomo, un quarantenne di Lucca, pregiudicato per rapina aggravata in concorso, aveva schiaffeggiato la futura sposa per motivi banali; immediatamente dopo, l’aveva pregata di perdonarlo.

Sperando si trattasse di un episodio isolato, la donna aveva tenuto per sé l’accaduto guardandosi bene dal parlarne ai genitori, contrari al matrimonio. Qualche mese dopo, a cena, alla presenza delle figlie minori di lei, nate da una precedente relazione, l’uomo, in preda alla gelosia, ha afferrato la moglie per i capelli e l’ha schiaffeggiata ripetutamente; a fermare la violenza, i pianti delle figlie, accorse a
difendere la madre.

Mesi dopo, durante una lite scoppiata a letto, l’uomo ha sollevato il materasso e scaraventato a terra la moglie che portava in grembo il figlio di sette mesi; si è poi spinto oltre, schiaffeggiando la moglie immediatamente dopo il parto, in ospedale. Negli anni a seguire le violenze si sono ripetute con sempre maggiore frequenza e per i motivi più banali: schiaffi, pugni e calci, accompagnati, spesso, dalla minaccia alla donna di cacciarla di via di casa e di impedirle di vedere le figlie. A volte il trucco non bastava a nascondere i segni dei maltrattamenti e, allora, la vittima raccontava ai genitori e alle figlie di avere sbattuto la faccia contro lo stipite di una porta.

Tra gli episodi più gravi, quello del dicembre 2016: nel corso di una lite l'uomo, con in braccio la figlia di un anno, ha colpito la moglie con calci e schiaffi; diversi colpi hanno raggiunto al volto la piccola procurandole escoriazioni ed ematomi, documentati dalla
madre mediante delle foto.

Solo in rare occasioni la vittima si è recata al pronto soccorso per curare le lesioni procuratale dal marito. Faticoso, dunque, il lavoro degli investigatori, che hanno lentamente conquistato la fiducia della donna sino a persuaderla a raccontare gli anni bui della relazione.

L’uomo è attualmente sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori. A sostegno della donna e dei figli minori della coppia è stato attivato il Protocollo Rosa per le vittime di violenza di genere e domestica. “Questo non è amore” è quanto la Polizia di Stato ribadisce, ancora una volta, richiamando la campagna di sensibilizzazione contro la violenza domestica e di genere, promossa, da mesi, in tutto il territorio nazionale.

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