Alfano: “G7, un successo politico”; Tillerson: “Assad è vicino alla fine”

LUCCA - Terminato il vertice dei ministri degli esteri. Il titolare della Farnesina crede alla soluzione politica, Tillerson è molto meno diplomatico. E la ministro canadese Freeland ringrazia in italiano i lucchesi.

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Il secondo giorno del G7 a Palazzo Ducale è iniziato con l’incontro allargato ai ministri degli esteri di Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar e Giordania.

“Un incontro che siamo riusciti ad organizzare nel giro di 48 ore – ha spiegato il ministro degli esteri Angelino Alfano – con l’obiettivo di condividere con i paesi arabi la volontà di pervenire ad una soluzione diplomatica della crisi in Siria”.

Poi, di nuovo la foto di famiglia, con all’uscita la ministro degli esteri canadese, Christya Freeland, che a sopresa si rivolge in italiano ai fotografi dicendo “Grazie ai lucchesi, grazie per il vostro orgoglio”.

E infine il secondo round del G7, con i ministri di nuovo riuniti intorno al tavolo bianco della Sala Maria Luisa.

Al termine, nella conferenza stampa finale in San Francesco, Alfano ha detto che il G7 è stato un successo politico ed ha spiegato la posizione comune maturata sulla Siria al termine del vertice, ovvero quella di non mettere in un angolo la Russia ma coinvolgerla nel tentativo di immporre ad Assad il rispetto del cessate il fuoco.

Alfano preme sulla soluzione politica, ma ancora prima di lasciare Lucca il segretario di Stato americano Tillerson ha usato con i giornalisti toni meno diplomatici, confermando la svolta interventista  dell’amministrazione Trump. “Assad è vicino alla fine – ha detto – e la Russia deve decidere se stare con lui o con noi”.

 

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