Falascaia: pronta l’indagine sugli effetti dell’inceneritore sulla salute

PIETRASANTA - Dopo dieci anni di attesa si conosceranno gli effetti della presenza dell'inceneritore di Falascaia sugli abitanti del Pollino e Capezzano Pianore. La Regione Toscana oggi ha infatti consegnato alle amministrazioni di Pietrasanta e Camaiore l'esito dell'indagine epidemiologica sulla popolazione residente conclusa nel 2016.

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Un’indagine complessa e articolata coordinata dall’Asl e che ha visto la collaborazione di Ispro, Arpat, Ars e Istituto Zooprofilattico sperimentale. L’indagine ha previsto l’elaborazone di uno studio di dispersione degli inquinanti, biomonitoraggio sugli alimenti di origine animale e sui foraggi e un studio epidemiologico sulla popolazione elaborato da Ispro.

Ma cosa è emerso dalle indagini? Per adesso non si sa, bocche cucite. Le amministrazione comunali infatti, che hanno appena ricevuto il dossier, devono valutare adesso come e quando presentare l’esito dello studio alla popolazione. “Decideremo con Camaiore come divulgare ai  cittadini e ai comitati i dati raccolti nei tempi e metodi più corretti” – ha commentato la vice sindaco di Pietrasanta Elisa Bartoli – “per una informazione esaustiva e non distorta.”

L’esclusione subita, almeno per adesso, ha già scatenato le ire dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia. Quel gruppo di attivisti che attraverso denunce e battaglie durate decenni ha ottenuto il sequestro dell’inceneritore di Falascaia nel 2010 per il taroccamento delle emissioni degli agenti microinquinanti da parte del gestore Veolia.Quasi dieci anni fa. Che già negli anni ’90 chiedeva uno studio epidemiologico viste le malattie frequenti e le morti sospette tra gli abitanti del Pollino.

“Se ai Sindaci della Versilia la presentazione delle studio avviene ben tre anni dopo la sua conclusione”  – si chiede l’Associazione –  quanti anni ci vorranno per presentarla ai cittadini tutti?”

Commenti

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  1. C’è già uno studio sull’inceneritore di Campi Bisenzio (Fi) fatto dall’Istituto di Statistica dell’Università di Firenze, che ha riscontrato un aumento di tumori, MALFORMAZIONI I e infiammazioni croniche che decresce allontanandosi dall’area dell’inceneritore. Sono comparsi anche tumori prima rarissimi, come i linfomi non Hodkin e i sarcomi delle parti molli, attribuiti alle diossine

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