Cartiera Pieretti, operai in sciopero: “Chiediamo gli arretrati e certezze sul futuro”

CAPANNORI - Sciopero e presidio sotto la pioggia per i 21 dipendenti della Cartiera Pieretti di via dei Masini, a Marlia. Chiedono il pagamento degli arretrati e certezze sul loro futuro. E anche l'aiuto delle istituzioni per risolvere una situazione complessa che si trascina da mesi.

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Nel giro di poco più di un anno l’azienda ha già cambiato proprietà per due volte. Prima da Pieretti a Liner International di Milano, e poi ad un dottore commercialista, sempre di Milano. La situazione dell’azienda nel frattempo è peggiorata, tanto che dei trenta dipendenti 9 hanno deciso di lasciare, e a luglio è stata presentata domanda di preconcordato in bianco. Nel frattempo, una nuova società, la cartiera Cama, si è presentata per rilevare in affitto l’attività ma chiedendo il licenziamento di parte dei lavoratori e la decurtazione dello stipendio per i rimanenti. Condizioni inaccettabili per i dipendenti che intanto devono continuare a lavorare in un clima di incertezza.

Tutto questo, spiegano gli operai, mentre sta peggiorando anche la situazione debitoria della cartiera rispetto ai fornitori. I lavoratori tornano anche a chiedere l’aiuto delle istituzioni per aprire un confronto vero con l’azienda.

 

Commenti

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  1. Massimo Andreoni


    La presente per chiarire la situazione, è indubbiamente difficile ma non drammatica e se fosse drammatica come si vuole far credere, occorre comprendere che le difficoltà oggettive, di Cartiera Pieretti S.r.l., sono state amplificate dal comportamento delle maestranze con:

    1) Scioperi che hanno bloccato l’azienda mettendo a rischio gli ordini ricevuti
    2) Quando i dipendenti hanno compreso che scioperare vuol dire non essere pagati hanno attivato la strategia delle assenze per malattia, un comportamento scorretto ed è stupefacente che i medici si prestino a certificare ripetutamente malattie “politiche” e non reali
    3) Quanto al punto due, ha prodotto ripetuti blocchi della produzione, perché chi si è messo in malattia, era nella piena consapevolezza che nonostante la presenza di due lavoratori jolly, con 5/6 malattie contemporaneamente non si sarebbe potuto lavorare
    Le persone che non hanno condiviso il modus operandi di una parte del Sindacato hanno preferito trovare altra collocazione lavorativa, ne consegue che con le persone rimaste si può lavorare solo cinque giorni su sette e CAMA S.r.l. ha studiato un Piano Industriale idoneo a questa contingenza.
    C’è da chiedersi, su quali basi si critica CAMA S.r.l. che vuole prendere in affitto la Cartiera, con il legittimo diritto di non fare copia/incolla della situazione precedente, perché l’esito potrebbe essere solo infausto.
    Si è cercato un accordo civile ed etico, con le poche persone in esubero, salvaguardando in toto i loro diritti, pur in un contesto oggettivamente difficile.
    C’è un problema di comunicazione, vero che CAMA S.r.l. ha chiesto di sospendere la 14a mensilità, ma non per anni, ma per 24 mesi o anche meno, se l’azienda ha un utile adeguato, del resto se l’imprenditore precedente, nei tempi floridi, ritenne di dare questa regalia non prevista dal CCNL, non si capisce perché il nuovo imprenditore non abbia la libertà di eliminare un costo, almeno il tempo necessario, di mettere in sesto i conti aziendali.
    Il Piano Industriale di CAMA S.r.l., prevede per i primi 12 mesi, cinque giorni di lavoro la settimana, sia per il numero dei lavoratori oggi disponibili, sia per consentire continui aggiornamenti e manutenzioni straordinarie da effettuarsi nei weekend, pur nella consapevolezza dei maggiori costi, per poi affrontare il secondo anno con l’obiettivo di riprendere la produzione sette giorni su sette.
    Questa impostazione consente di prevedere per il secondo anno un utile, che permetterebbe di riprendere a pagare le 14e, che non saranno una regalia ma un premio produzione legato alla redditività aziendale e premio presenza.
    Non è vero che ci sono mesi di stipendi arretrati non pagati, ma semplicemente c’è in sospeso una tranche dal 01/07/2019 al 21/07/2019 e CAMA S.r.l. si è prestata, per risolvere questo problema.
    Dal piano industriale di CAMA S.r.l. si evince che quando si passera al ciclo continuo si creeranno posti di lavoro ma non solo, sono previsti investimenti e soprattutto in R&S.
    Ovviamente in questo nuovo quadro occorre una presa di coscienza e di responsabilità da parte di tutte le maestranze, si lavora in un mercato altamente competitivo, non basta produrre, ma occorre produrre un prodotto che abbia caratteristiche idonee per le esigenze del Cliente.
    In merito al contratto conto terzi, è un grosso vantaggio che assicura all’azienda ordini e cash flow, quindi non si comprende la posizione critica dei Sindacati.
    In termini generali il problema fondamentale sono i tempi che sono ristretti, non certo per colpa dell’Azienda ma per colpa di una trattativa sindacale protrattasi oltre ogni logica, perché Cartiera Pieretti S.r.l. ha identificato gli esuberi sulla scorta art. 47 legge 428/1990 comma 4 b bis, quindi assolutamente nei parametri di legge e ogni contestazione appare solo finalizzata a mettere a rischio la continuità aziendale in totale spregio dei posti di lavoro attuali e futuri.
    Anche oggi 11 novembre 2019 è stato indetto uno sciopero del quale non si capiscono le finalità, visto che mercoledì 13 novembre c’è in agenda un Tavolo Sindacale, si vuole anche sottolineare che CAMA S.r.l. ha presentato al Tribunale di Lucca e al Commissario un business plan dettagliato, che è stato approvato e apprezzato, quindi non esistono basi oggettive per criticare CAMA S.r.l., che sta dalla parte dei lavoratori e vuole assolutamente garantire la continuità aziendale.
    Si chiede quindi di fare meno politica sulla pelle dei lavoratori, si riconosce che una parte del Sindacato ha lavorato in modo costruttivo, vale il detto che siamo ciò che facciamo e non quello che diciamo, Cartiera Pieretti S.r.l. e CAMA S.r.l. da mesi lavorano per offrire continuità ad un pezzo di storia della tradizione cartaria lucchese, ovviamente ci si aspetterebbe la stessa sensibilità e solidarietà da parte di tutti gli attori in gioco.
    Si conclude dicendo che trovati tutti gli accordi con i Sindacati, che non dovrebbero mai essere zavorra ma propedeutici al trovare rapidamente le soluzioni idonee possibili, si procederà speditamente ad attivare il contratto di affitto nei tempi e nei modi indicati dal Tribunale di Lucca, certi di poter aprire una nuova pagina di rilancio, prosperità e di soddisfazione per tutti i lavoratori.

    Massimo Andreoni
    CAMA S.r.l.

    • Arturo Pecorelli


      Per la “soddisfazione” dei lavoratori delle cooperative che lavoreranno per voi, pagati due soldi, per gestire tutto quello che volete esternalizzare? (i famosi esuberi)

      Caro Sig. Andreoni, le verità vanno dette tutte, non solo quelle che fanno comodo alla sua azienda.

      • Massimo Andreoni


        Caro Arturo,
        gli esuberi sono limitati a personale amministrativo e commerciale, il primo perché CAMA Srl ha un suo ufficio amministrativo e il secondo perché il contratto di lavorazione conto terzi non vede più Pieretti Srl parte attiva nelle vendite. Tutto il personale addetto alla produzione è stato mantenuto, se la sua critica si riferisce ai meccanici, credo che un’azienda abbia il diritto di scegliere se esternalizzare il servizio di manutenzione, in casa propria si ha la libertà di scegliere ciò che si ritiene più adeguato all’interesse aziendale che coincide con quello dei lavoratori, non se lo dimentichi mai, azienda sana = lavoratori soddisfatti quindi fossi in lei eviterei di fare disinformazione o di scrivere di cose che non conosce,.
        Con l’occasione le auguro il meglio

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