La marmettola non più come rifiuto: svolta green nel mondo lapideo

PIETRASANTA - La marmettola trattata non più come un rifiuto ma come un sottoprodotto lapideo. Con la possibilità di astrarre acqua quando è allo stato fangoso, per poi riutilizzarla. Potrebbe essere la svolta nella gestione del famigerato scarto della lavorazione del marmo, da sempre considerato uno degli elementi inquinanti dei canali e dei fiumi apuo-versiliesi. 

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Sono questi alcuni dei primi, importanti risultati raggiunti grazie al progetto “Scelta – Sostenibilità ed economia circolare nel settore lapideo”, sperimentato da otto grandi aziende di Confindustria Toscana Nord, rappresentative di tutta la filiera, dalla cava al laboratorio.

Un progetto affidato due anni alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: gli esperti attraverso un check eup aziendale hanno individuato le buone pratiche da mettere in campo per superare storiche criticità ambientali in tema di emissioni, sia in aria che nelle acque. I primi risultati sono stati presentati alle imprese del marmo al MuSa di Pietrasanta.

Anche il consorzio Cosmave ha abbracciato l’iniziativa, in un momento in cui le imprese del marmo versiliesi sono finite nel mirino della Capitaneria tra controlli e sanzioni.

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