Il debutto dei grandi carri

VIAREGGIO - Per godere a pieno dello spettacolo del Carnevale ci sarà da attendere il secondo corso di domenica 9 febbraio. Ma nella sfilata inaugurale, nonostante la pioggia che ha pesantemente condizionato le costruzioni, si è potutto comunque ammirare - seppur in modo parziale - il lavoro dei maestri della Cittadella.

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Nè di Eva nè di Adamo” è il carro di Massimo e Alessandro Breschi che hanno puntato sulla lotta all’omofobia, difendendo l’amore libero senza discriminazioni simboleggiato dalle figure che si abbracciano in movimento e dalla purezza dei cigni, spesso già raffigurati in passato al Carnevale.

Favorito dalla notturna “Robotika: intelligenza artificiale” di Luigi Bonetti”: l’incubo del cervello umano soppiantato dalla domotica si traduce nella sola maschera centrale che si apre per mostrare i macchinari tra giochi di luci e colori a effetto.

Un centauro gigante armato che distrugge pile di libri di cultura e informazione è al centro di “Beata Ignoranza” di Roberto Vannucci: grandi dimensioni e movimenti, accompagnati da una lunga coreografia.

Olè” di Carlo Lombardi inverte con successo i ruoli della corrida, con il toro che spadroneggia sul suo torero. Ben movimentato e illuminato, grazie alla figura centrale dell’animale comunicato con efficacia il messaggio contro la carneficina della corrida.

L’avanzata economica della Cina, che torna ciclicamente a Viareggio, è rappresentata dalla tigre bianca robotica di Alessandro Avanzini che distrugge i simboli pop della cultura statunitense nel suo “Grande balzo” in avanti.

Gigantismo, e di grande impatto, per “Idol” della famiglia Cinquini: il Cristiano Ronaldo novello Frankestein, idolo dei giovani di oggi, e impressiona e fa riflettere, arricchito dai giochi di luci tra i figuranti a terra.

Purtroppo penalizzato dal blackout, “Abbracciami è Carnevale” di Fabrizio Galli mostra comunque tutto il suo spirito carnevalesco, con i colori della tradizione, e un messaggio chiaramente positivo che potrà dare il meglio di sè di certo in una giornata soleggiata.

Ancora un storia teatrale protagonista del carro di Jacopo Allegrucci. “Alice nel paese delle Meraviglie 2.0“, è un racconto dinamico, a due facce, che spinge ancora una volta su movimenti, colori e modellatura senza deludere i fan del campione in carica.

Tra i più attesi il volto di Greta Tunmberg, novella Dorothy al centro del carro “Home sweet home” dei Lebigre-Roger: fisionomia perfetta della giovane attivista svedese, circondata dalle allegorie del Mago di Oz. Come sempre trascinante la coreografia a terra, con la colonna sonora apposita di Luca Bassanese.

Davvero difficile sbilanciarsi dopo appena un corso (e in condizioni estreme). Per farsi un’idea più chiara non resta che aspettare domenica 9 febbraio per il secondo corso mascherato.

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