Coronavirus e turismo: servono tempi certi o la stagione rischia di saltare

VIAREGGIO - Ci sarà una stagione estiva in Versilia? Ad oggi primo maggio l’incertezza è ancora molto forte. Dalla fase due, infatti, è escluso il settore balneare, dal quale dipende l’intera filiera del turismo

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Ci sarà una stagione estiva in Versilia? Ad oggi primo maggio l’incertezza è ancora molto forte. Dalla fase due, infatti, è escluso il settore balneare, dal quale dipende lal’intera filiera del turismo: non ci sono ancora tempi né tantomeno le regole di sicurezza sulle base delle quali organizzare le strutture. E’ stato questo il tema affrontato nell’ultima putata dello specaile di noi tv Io resto a casa, nel quale si è parlato di prospettive per questa estate 2020 che non accenna nemmeno a partire. La data indicata dal governo rimane quella del primo giugno, ma da metà maggio si potrà valutare un apertura anticipata. Tutto dipenderà dalla curva del contagio.

Ma serve per forza una prospettiva – dicono, dalla loro, i balneari, e in tempi più brevi: non solo per allestire le spiagge, ma anche per sapere come e se riassumere i dipendenti stagionali.

Se non facciamo ripartire, con un piano di sicurezza adeguato, la stagione balneare le conseguenze saranno dannose per tutta l’economica versiliese. Così il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro che, in collegamento durante il nostro speciale, ha sottolineato l’incertezza del momento sul futuro del settore.

Commenti

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  1. vasco franceschi


    Io non c’ho capito nulla!
    Che hanno detto?
    Quello che gia’ si sapeva.
    Prima si parte e meglio è,ma se tutto dipende dal Governo e questo non decide.che ci possiamo fare.
    CERCHIOBOTTISTI I NOSTRI PARLAMENTARI.
    Del resto non ci possiamo aspettare altro!


  2. Ma come si fa a parlare di mare con un virus ben presente, morti e ricoveri e infetti a casa


    • Si fa, si fa, poi se ricominceranno i contagi e magari, non voglia Iddio i morti, si rifarà il lockdown. Del resto tra la borsa e la vita meglio la borsa, o no?

  3. Stefano Filippelli


    Si magari un po’ più di accortezza per evitare quello che è successo per volere fare il Carnevale a tutti i costi il 26 febbraio quando si parlava già del rischio di assembramenti.


    • Il bello è che si pubblicano studi anche su giornali autorevoli come il sole 24 ore dove si dimostra che in America ai tempi della spagnola di inizio 1900 furono proprio le città che aprirono più tardi dopo il lockdown che ebbero lo sviluppo economico maggiore. Come dire stare chiusi conviene. Conviene una mazza! Qui c’è gente che si rovinerà altro che chiacchiere.. Se l’epidemia non si fermerà il governo farà bene a prendere i provvedimenti necessari. Ma non prendiamoci per il culo, per favore! Almeno quello..

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