Messa crismale, l’Arcivescovo di Lucca indice la Visita pastorale

Messa crismale, l’Arcivescovo di Lucca indice la Visita pastorale

Redazione

di Redazione

PROV. LUCCA - Il percorso tra le comunità parrocchiali e le Chiese delle provincia durerà 3 anni. Monsignor Giulietti: "La visita sarà un’esperienza di Chiesa, occasione di rinnovato incontro con Cristo nella comunità dei fratelli, radunata attorno al pastore"

Tre anni, da venerdì 6 ottobre 2023 a domenica 4 ottobre 2026, tanto durerà la Visita pastorale che l’Arcivescovo Paolo Giulietti compirà nelle 33 Comunità parrocchiali e le 2 Chiese-nella-città di Lucca e Viareggio. A indire e dare l’annuncio del percorso è stato lo stesso monsignore durante la messa crismale, celebrata mercoledì santo in cattedrale. La Visita – spiega il Direttorio Pastorale dei Vescovi – è una delle forme con cui il vescovo mantiene i contatti personali con il clero e con gli altri membri della comunità per conoscerli, esortarli alla fede e alla vita cristiana e per verificare, nella loro concreta efficienza, le strutture e gli strumenti destinati al servizio pastorale. Ogni appuntamento si comporrà di varie fasi all’interno di ogni Comunità parrocchiale, quella centrale sarà l’incontro col vescovo, che trascorrerà alcune giornate – dal giovedì pomeriggio alla domenica – con la comunità stessa, per incontri e celebrazioni che i vari Consigli pastorali decideranno di programmare. “Il tema della Visita pastorale – scrive nella lettera di indizione monsignor Giulietti – è tratto dal capitolo 19 del Vangelo di Luca: è la frase rivolta da Gesù a Zaccheo, il ricco pubblicano che, nel desiderio di vedere il Signore che passa, non esita ad arrampicarsi su un albero per ovviare alla sua bassa statura. L’auto-invito di Gesù, davvero sorprendente per diversi motivi, riempie di gioia Zaccheo ed è per lui motivo per una sincera conversione. Anche la visita pastorale è un auto-invito del vescovo: vorrebbe, allo stesso modo, suscitare non la preoccupazione di sentirsi giudicati o l’ansia di fare bella figura, ma la gioia di un incontro sorprendente che schiude inedite possibilità di rinnovamento personale e pastorale».