La connettività a Internet è un diritto: in Toscana un piano da 255 milioni

La connettività a Internet è un diritto: in Toscana un piano da 255 milioni

Redazione

di Redazione

FIRENZE - L'intervento pubblico è ritenuto necessario per colmare il divario digitale nelle aree cosiddette "a fallimento di mercato", ovvero quelle in cui per i privati l’investimento non è economicamente conveniente per scarsità di utenti potenziali. Ce ne sono molte, soprattutto nella fascia montana, anche nelle province di Lucca e Massa-Carrara

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale alle infrastrutture digitali, Alberto Lenzi, hanno presentato il progetto per garantire il diritto alla connettività di tutti i cittadini toscani.

L’obiettivo è quello di rendere collegabili con la banda ultra larga (quella che garantisce la navigazione ad una velocità fino ad 1 gigabit al secondo), entro la fine dell’anno, 460.000 unità immobiliari, tra abitazioni, imprese ed edifici pubblici, a partire dalle scuole.

L’investimento totale dedicato a questo vasto programma è di 255 milioni di euro, tra fondi europei, nazionali e regionali e riguarda interventi nella quasi totalità dei Comuni toscani, al momento 244 su 273, ma entro fine anno saranno 270 quelli interessati dagli interventi di infrastrutturazione.

I prossimi Comuni dove il servizio di banda ultra larga verrà messo a disposizione – dopo i lavori realizzati da Infratel, la società pubblica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – sono Montecarlo in provincia di Lucca, Monticiano in quella di Siena, Buti, Calcinaia e Santa Maria a Monte in provincia di Pisa.

Per ciò che riguarda invece la connettività mobile in Toscana il relativo piano interessa 79 Comuni e prevede di rilegare in fibra ottica circa 550 stazioni radio base esistenti. Ad oggi per raggiungere questo scopo sono stati completati 14 interventi e 59 sono in corso di lavorazione.

La Regione Toscana ha avviato anche uno specifico piano per realizzare a proprie spese tralicci per la telefonia mobile in aree cosiddette a fallimento di mercato, ovvero quelle in cui per i privati l’intervento non è economicamente conveniente per scarsità di utenti potenziali. Sono 43 i Comuni pilota che saranno oggetto degli interventi, cioè quelli che hanno segnalato, per alcune zone del loro territorio, questa esigenza.

La stima economica è che sia necessario un investimento di circa 200.000 euro a traliccio, per realizzare i quali è in corso un accordo con il Mimit e con Infratel.