Sicurezza sul lavoro, presentata l’associazione “Super Papà Luca Giannecchini”

Sicurezza sul lavoro, presentata l’associazione “Super Papà Luca Giannecchini”

Redazione

di Redazione

PROVINCIA DI LUCCA - La realtà è nata in memoria di Luca Giannecchini, operaio lucchese morto mentre stava lavorando in uno scavo stradale a Sant’Alessio due anni fa

Due punti chiave: la prevenzione e la promozione della sicurezza sul lavoro e il supporto concreto alle vittime e ai familiari delle vittime di incidenti mortali. Sono questi gli obiettivi della nuova associazione “Super Papà Luca Giannecchini”, presentata a Palazzo Ducale a Lucca e nata in memoria di Luca Giannecchini, operaio lucchese morto mentre stava lavorando in uno scavo stradale a Sant’Alessio due anni fa. Regista di tutto, la moglie Lucia Sarconio.

Alla presentazione dell’associazione hanno preso parte anche Riccardo Turreni, autore del libro ‘Ti sentirai sicuro come prima?’ che raccoglie 14 storie vere per ripensare la sicurezza sul lavoro e Roberto Guidotti, consulente dell’amministrazione provinciale in materia di lavoro.

“La cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro è una tematica fondamentale – afferma il consulente della Provincia, Roberto Guidotti, da sempre impegnato in questo ambito specifico – e sono fermamente convinto che iniziative come quella di questa associazione siano importanti in quanto offrono un sostegno pratico a persone che possono trovarsi in difficoltà a causa della tragedia che improvvisamente li ha colpiti. Gli adempimenti da effettuare sono tanti e di diverso genere tra loro, pertanto avere chi ci supporta in un momento così difficile diviene sostanziale. Non posso che ringraziare la signora Lucia per il suo impegno nel dare vita all’associazione che si pone l’obiettivo di supportare le famiglie che vivono non solo la tragedia personale, ma anche le difficoltà che nascono dal doversi confrontare con realtà spesso difficili da approcciare”.

“La volontà di creare l’associazione – spiega invece Lucia Sarconio – è nata dalla stessa volontà di mio marito di aiutare i più deboli, chiunque avesse bisogno d’aiuto e dal mio bisogno di non stare a guardare mentre ogni giorno sentivo che altre famiglie provavano il nostro stesso dolore. Ho, così, iniziato a girare i cantieri, grazie all’aiuto di Riccardo Turreni che mi ha contattata per questo progeto da lui creato. Da lì, con l’aiuto dell’avvocato Balice, tutto ha iniziato a prendere forma, fino a divenire l’associazione che vediamo oggi”.

L’associazione offre un primo supporto informativo e operativo, fornendo orientamento pratico su diversi aspetti, tra i quali l’avvio delle procedure per il riconoscimento delle prestazione e degli indennizzi all’Inail; l’interlocuzione con l’autorità giudiziaria e con gli organi investigativi nell’ambito delle indagini sull’incidente; l’indicazione delle procedure per la nomina di un medico legale e degli altri professionisti necessari per l’accertamento delle cause del decesso; il supporto nella gestione delle prime difficoltà amministrative e patrimoniali che colpiscono la famiglia come il blocco dei conti correnti o la gestione delle pratiche burocratiche più urgenti.

“Quando accadono incidenti sul lavoro – spiega l’avvocato Gabriele Balice – vi sono numerosi aspetti burocratici da affrontare che rischiano di mandare in crisi una famiglia che sta vivendo un momento tremendo. Per questo, nell’ambito dell’associazione, ci occupiamo della parte più legata alla burocrazia, come i rapporti con la Procura o la polizia giudiziaria, le assicurazioni, i conti correnti e molto altro. Adempimenti pratici, ma molto importanti dei quali però è difficile occuparsi quando si è persa una persona cara. Questo sarà il nostro compito che speriamo di svolgere il minor numero di volte possibile, cosa che significherebbe che il numero degli incidenti sul lavoro è drasticamente diminuito”.

Gli fa eco Riccardo Turreni, psicologo e scrittore che da molti anni si occupa di prevezione e sicurezza sui luoghi di lavoro: “Il mio sogno – dice – è che tra alcuni anni questa associazione, come molte altre, possano cambiare il loro scopo e non occuparsi più o solo in maniera marginale di pratiche e prevenzione. Vorrebbe dire che abbiamo lavorato bene e che la prevenzione non è più necessaria, in quanto la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro è una realtà quotidiana, così come la parte burocratica che segue un incidente non serve praticamente più, grazie al fatto che gli c’è stato una diminuzione o azzeramento di questi infortuni oggi fin troppo spesso mortali”