LUCCA - Il comune starebbe lavorando per contrastare il fenomeno dello spopolamento del centro storico
Il fenomeno degli affitti brevi che anche a Lucca da anni sta crescendo a dismisura a causa dell’aumento del turismo, potrebbe andare incontro ad una significativa frenata nei prossimi anni. Non sparirà del tutto, ma, secondo quanto si apprende dal Comune, potrà essere dimezzato, sulla scia di quanto avverrà a Firenze dopo la sentenza del Tar che ha respinto i 19 ricorsi di operatori e privati contro il regolamento comunale che vuole arginare il problema dell’overtourism, con una serie di requisiti per gli immobili che si possono mettere in affitto turistico breve. L’amministrazione comunale lucchese sta infatti lavorando all’ipotesi che la variante urbanistica al Piano operativo possa introdurre dei paletti sull’apertura di nuove strutture turistiche extralberghiere. Ad esempio, per evitare che un intero immobile sia trasformato in bed and breakfast o affittacamere, si ipotizza di condizionare l’apertura di nuove attività al fatto che non ci siano più del 50% delle unità abitative di uno stesso immobile destinate ad affitti brevi. Questo significa che la metà degli appartamenti in questione su tutto il territorio comunale potrebbe tornare sul mercato degli affitti di lungo periodo, che oggi non si trovano, risolvendo anche il problema annoso di un ripopolamento del centro storico lucchese, che si è svuotato progressivamente negli ultimi anni anche a causa della crescita degli affitti turistici.
