Roma - A Roma confronto in corso sulle regole per assegnare le concessioni balneari. Sib promuove il tavolo ma frena: “Così non basta”
L’obiettivo è correre perché i Comuni dovranno arrivare all’assegnazione entro il 30 settembre 2027. Che tradotto nei tempi della burocrazia amministrativa significa domani. Anche per questo il vicepremier e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, Regioni, Comuni e balneari, riuniti a Roma lunedì pomeriggio, puntano a trovare a strettissimo giro un accordo definitivo sul bando-tipo che detterà i criteri delle gare per l’assegnazione delle concessioni balneari.
La bozza di schema su cui si tratta prevede una durata della concessione dai 5 ai 20. L’obiettivo è evitare che gli stabilimenti finiscano tutti nelle mani dei grandi gruppi e così la gara imporrà un numero massimo di lotti assegnabili allo stesso concessionario e valorizzerà l’offerta tecnica più di quella economica. E così sono previsti punteggi importanti per chi ha esperienza nel settore e per chi propone progetti che tutelino l’ambiente, posti di lavoro e inclusione sociale. Non solo. Saranno premiate anche le proposte che rispettano le peculiarità del territorio, incrementano la destagionalizzazione e garantiscono la continuità del servizio, ad esempio con accordi tra il concessionario uscente e quello entrante. Punti in più anche per gli imprenditori del territorio che già operano, ad esempio, nell’accoglienza o nella ristorazione. A fronte delle tante battaglie dei balneari invece la bozza non prevede novità sugli indennizzi.
