LUCCA - “Cure straordinarie, salvati mamma e bambino”. Dopo il caso della donna colpita da ictus in gravidanza, la famiglia esprime pubblicamente gratitudine a ospedali e personale sanitario di Lucca, Pisa e Massa: “Competenza, umanità e assistenza continua hanno reso possibile un percorso difficile ma concluso con un esito positivo”
A seguito del servizio di Noi Tv sulla donna colpita da ictus dopo poche settimane di gravidanza, la famiglia ha scritto alla nostra redazione per poter ringraziare pubblicamente i sanitari che hanno permesso alla giovane donna di riprendersi e al bambino di venire alla luce al settimo mese senza complicanze.
Ecco la lettera della famiglia:
“La nostra famiglia desidera esprimere la più profonda gratitudine per l’altissima qualità delle cure e dell’assistenza ricevute dal Servizio Sanitario Nazionale e, in particolare, dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest, dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e dalla Fondazione Monasterio.
Dalle prime ore successive all’evento ischemico, durante le quali la prontezza e la professionalità del team multidisciplinare dell’Ospedale San Luca di Lucca e della Terapia Intensiva dell’Ospedale Cisanello di Pisa hanno permesso alla madre e, conseguentemente, al bambino di superare un gravissimo pericolo di vita, fino alle successive due settimane trascorse presso la Terapia Subintensiva del San Luca e ai quattro mesi di ricovero presso il reparto di degenza pediatrica dell’Ospedale OPA di Massa, abbiamo incontrato una sanità pubblica di livello straordinario, fatta di strutture efficienti ma anche accoglienti e di personale competente e umano.
In ogni fase del percorso abbiamo trovato competenza, ma anche e soprattutto attenzione e umanità, non solo da parte dei medici, ma anche dei fisioterapisti, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari. L’attenzione riservata non si è limitata agli aspetti clinici della madre e del bambino, ma ha coinvolto anche l’intera famiglia, permettendoci di rimanere al fianco della mamma e del bambino durante tutto il ricovero e contribuendo in modo determinante alla serenità e al recupero di entrambi.
Non è possibile citare tutti coloro ai quali dobbiamo riconoscenza, i tanti “zii” e le tante “zie” del nostro bambino, come abbiamo imparato a chiamarli fin dai primi giorni. Desideriamo tuttavia rivolgere un particolare ringraziamento:
• alle dottoresse Angelica Moretti e Caterina Palagi, che, pur non essendo direttamente parte dei team che hanno preso in carico mamma e bambino, sono state fondamentali punti di riferimento per la famiglia sin dai primi istanti e cruciali punti di contatto fra la famiglia e i vari reparti coinvolti;
• alla dottoressa Eva Terni, della Neurologia di Lucca, cui dobbiamo il primo decisivo intervento terapeutico e una costante vicinanza nei mesi successivi; al primario dott. Vista e a tutti i neurologi del reparto, per l’eccezionale impegno e il sostegno offerti alla famiglia durante il primo ricovero e per l’interessamento dimostrato in tutte le fasi successive;
• al dott. Federico Posteraro, primario della Riabilitazione dell’Ospedale Versilia, che ha seguito il percorso riabilitativo della madre, coordinando l’eccezionale azione terapeutica dei fisioterapisti Luca Stefanini e Paola Quadrelli durante tutto il ricovero presso l’Ospedale OPA e garantendo la migliore riuscita possibile del percorso;
• alle dottoresse Eliana Franchi, della Cardiologia, e Francesca Chesi, della Neonatologia, alle dottoresse Gemma Picciarelli, Rita Rossi e Rossella Mazzanti, della Ginecologia dell’Ospedale OPA di Massa, che hanno vegliato sulla salute della mamma e del bambino e sono state autentici punti di riferimento per la famiglia, per l’enorme competenza e l’altrettanto evidente premura e vicinanza dimostrate durante i quattro mesi di ricovero, fino al taglio cesareo e alle settimane successive, che hanno permesso la dimissione in sicurezza della mamma e del bambino;
• alla dottoressa Nadia Assanta, responsabile della Cardiologia Pediatrica dell’Ospedale OPA di Massa, che ha coordinato le cure della madre e del bambino e accolto tutta la famiglia con una sensibilità e una disponibilità che non dimenticheremo mai.
È facile ringraziare le persone che hanno accompagnato la nostra famiglia in questo durissimo, ma fortunatamente anche miracoloso, percorso. Più difficile, ma altrettanto doveroso, è ringraziare le strutture che consentono a questi professionisti di operare con competenza e umanità. Dietro ogni cura ricevuta vi è il lavoro quotidiano, spesso silenzioso, di migliaia di persone che sostengono il Servizio Sanitario Nazionale con dedizione, nonostante carichi di lavoro sempre maggiori e retribuzioni spesso non adeguate.
Esperienze come la nostra, ci si augura, riguardino il minor numero possibile di persone. Tuttavia, chi ha avuto la fortuna di essere assistito da professionisti e strutture di questo livello sente anche il dovere di testimoniarlo pubblicamente.
Con queste parole desideriamo semplicemente dire: grazie.”
