VIAREGGIO - Contattato da NoiTv, lo storico si trincera dietro un no comment. E intanto la raccolta firme del comitato sbarca sui social

“Non replico e non rispondo alle domande”. Paolo Mieli, storico, scrittore, giornalista e volto noto dell’informazione televisiva prova a smorzare sul nascere la polemica sulla sua posizione di Presidente del Premio Viareggio Rèpaci all’indomani del lancio, da parte di un comitato cittadino creato ad hoc, di una raccolta firme con la richiesta delle sue dimissioni. La petizione è sbarcata anche online, sulla pagina facebook “Dimissioni di Paolo Mieli dalla presidenza del Premio Viareggio Rèpaci” che pubblica le informazioni su dove e quando è possibile firmare. Il comitato ha spiegato di aver lanciato l’iniziativa lanciata perché “Il Premio Viareggio Rèpaci ha rappresentato nel tempo un baluardo a difesa dei valori democratici, laici e antifascisti. L’attuale presidente Paolo Mieli – scrivono i viareggini – ha mostrato in diverse occasioni di mancare della necessaria propensione e sensibilità a valorizzare questi aspetti, fino ad assumere posizioni ideologicamente contrarie allo spirito sia del Premio che della città”. Interpellato da NoiTv, alla domanda di un commento o su eventuali dimissioni, Paolo Mieli è stato lapidario: ““Non replico e non rispondo alle domande”.
