Carrara - Svolta positiva nell'ambito della crisi Tisg. La ditta dell'indotto che aveva annunciato 50 licenziamenti è tornata sui suoi passi. E garantisce il saldo degli stipendi
C’è uno spiraglio positivo sul fronte occupazionale per l’indotto di The Italian Sea Group. CGIL e FIOM hanno annullato lo sciopero di giovedì 30 luglio a seguito della revoca dei 50 licenziamenti da parte dell’azienda CMR group srl.
Dopo un confronto dell’azienda con TISG, sono arrivate garanzie per tutti i 76 lavoratori, attesi regolarmente in cantiere lunedì 3 agosto. L’azienda dell’appalto legata a TISG ha inoltre affermato che nelle prossime 24 ore verranno saldati gli stipendi dei dipendenti. I sindacati mantengono comunque alta la guardia sulla trasparenza dell’appalto e sulla gestione complessiva della crisi.
Nel frattempo, sul piano aziendale arriva una netta sterzata dal Tribunale di Firenze, prendendo atto di una realtà fondamentale: l’azienda non riuscirà a portare a termine tutti i superyacht in cantiere, ma concentrerà le proprie forze solo su un numero ristretto di commesse.
Un ridimensionamento che cambia le regole del gioco.
Per gli armatori cade lo scudo legale. Chi ha commissionato un impianto o una nave che TISG ha deciso di non completare potrà rescindere il contratto e incassare le fideiussioni rivolgendosi direttamente agli istituti di credito e alle compagnie assicurative.
Per i fornitori strategici, cioè quelli impegnati sulle commesse che TISG ha deciso di portare a termine, sarà direttamente TISG a pagare per evitare il blocco dei cantieri attivi. Le misure protettive del 6 luglio 2026 restano in vigore.
Mentre la patata bollente dei rimborsi passa agli istituti di credito, TISG conferma di voler proseguire a passo spedito verso il piano di ristrutturazione. Ora l’attenzione si sposta tutta al tavolo istituzionale atteso in Regione Toscana prima di Ferragosto.
