CARRARA - Preoccupa la decisione del consiglio di amministrazione dell'azienda di presentare un "concordato in bianco". Senza rinegoziazione con gli armatori si va verso la liquidazione o la vendita del cantiere.
Fiom, Fiom e Uilm chiedono un tavolo di crisi per discutere la situazione di The Italiana Sea Group, dopo che il consiglio di amministrazione dell’azienda ha deciso di depositare un ricorso per il cosiddetto “concordato in bianco”, riservandosi di presentare successivamente il piano di risanamento e la proposta di concordato. Una scelta che, secondo i sindacati aumenta le preoccupazioni sul futuro dei 1500 lavoratori.
La società spiega che la decisione è maturata dopo le ultime interlocuzioni con gli armatori, dalle quali non sarebbero emerse le condizioni per un risanamento attraverso il solo percorso della composizione negoziata.
Il tavolo di crisi proposto prevede la presenza di Azienda, Regione Toscana, Autorità di Sistema Portuale e Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sulla volontà dell’azienda di procedere per l’attivazione della CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) per crisi aziendale i sindacati chiedono la rotazione del personale coinvolto e la maturazione dei ratei e anticipi del trattamento per evitare ulteriori perdite salariali.
