Capannori, il riuso in prima fila: via al progetto Ripara

Capannori, il riuso in prima fila: via al progetto Ripara

Redazione

di Redazione

CAPANNORI - Tra le azioni previste: creazione di un registro dei riparatori, la definizione di incentivi per favorire la riparazione dei bene e la promozione della cultura del riuso

La creazione di un registro dei riparatori, la definizione di incentivi per favorire la riparazione dei bene e la promozione della cultura del riuso sono tra le azioni al centro del progetto di economia circolare Ripara, avviato dal Comune di Capannori. Attraverso un’agevolazione economica dedicata, il progetto mira ad abbattere i costi delle riparazioni, rendendo l’acquisto di prodotti nuovi meno conveniente. Elemento cardine: la collaborazione con le associazioni e gli enti del Terzo Settore già attivi sul territorio.

Prevista per settembre la pubblicazione di un bando per raccogliere le adesioni all’iniziativa.

“Con il progetto ‘Ripara’ facciamo un passo in avanti importante verso un modello di comunità che sceglie di dare valore alle cose, alle persone e al lavoro del territorio afferm al’assessora all’ambiente, Claudia Berti -. Riparare significa ridurre i rifiuti, ma anche contrastare la cultura dell’usa e getta, sostenere gli artigiani e riscoprire il valore di ciò che già possediamo. Questo progetto nasce da una visione che appartiene da sempre all’identità di Capannori: prevenire i rifiuti prima ancora di doverli gestire. Oggi, anche alla luce delle nuove politiche europee sul diritto alla riparazione, trasformiamo questa visione in un’opportunità concreta per cittadini e imprese. È un’innovazione che mette in rete istituzioni, associazioni e realtà del territorio per costruire insieme un futuro più sostenibile, dove l’economia circolare non è uno slogan, ma una scelta concreta e quotidiana”.

“Sono molto soddisfatto per il lavoro di squadra svolto tra il Centro Ricerca Rifiuti Zero, Zero Waste Italy e il comune di Capannori sia da parte del sindaco Del Chiaro che dell’assessora Berti, ma anche degli uffici – afferma Rossano Ercolini – Infatti il progetto approvato è stato possibile attraverso un percorso “ricognitivo” e partecipativo che ha coinvolto categorie economiche, il sistema di riuso solidale e singole imprese del territorio in una sinergia che ancora una volta pone il nostro comune all’avanguardia delle buone pratiche di riduzione dei rifiuti. Da pochi giorni è in vigore la Direttiva UE per il diritto dei consumatori alla riparazione e questo provvedimento è il miglior modo per dimostrare che Rifiuti Zero spinge per passare dalle parole ai fatti. Capannori è il primo comune ad anticipare questa normativa. Un grazie a Danilo Boni che con i suoi “casi studio” ha contribuito a creare il know how per partire”.