CAPANNORI - A Capannori presentata l'Iniziativa di genitori, insegnanti e pediatri, supportata dal Comune

Lo smartphone non prima dei 13 anni ed evitare l’uso di schermi prima di andare a dormire sono tra gli impegni da rispettare per il “Patto Digitale di Comunità”, il primo nella provincia di Lucca nato a Capannori, che ha preso forma dall’unione di unione di genitori, pediatri e insegnanti, insieme al Comune capannorese. Presentato all’interno del palazzo comunale, l’obiettivo del gruppo è quello di promuovere il benessere dei ragazzi e degli adulti, impegnandosi anche a favorire i momenti senza schermi e a promuovere in età pediatrica Internet solo con la supervisione adulta.
Presenti l’assessore alle politiche educative, Silvia Sarti, della presidente dell’associazione Naturalmente Bimbi, Serena Manzani, delle pediatre Elena Ferretti e Francesca Dini, e di alcuni genitori quali Michele Satta e Martina Da San Biagio.
“Come amministrazione comunale siamo orgogliosi del lavoro svolto da questo gruppo, che nei mesi si è ampliato e che è destinato ad aumentare ancora – dice l’assessora Sarti –. Siamo orgogliosi perché la loro voglia di incontrarsi e riflettere insieme sul digitale è stata spontanea. Come amministrazione abbiamo sul tema fatto diverse cose in questa prima parte di mandato, penso al progetto ‘Table(t)’, agli appuntamenti di ‘Nuove Consapevolezze’ e all’ultima edizione di ‘Riflessiva’, ed è quindi venuto naturale collaborare con questa realtà di cittadinanza attiva e anche condividere i prossimi passi da compiere. Sappiamo che l’uso consapevole del digitale è oggi una sfida da affrontare con serietà e a Capannori stiamo provando a farlo. E’ anzitutto una sfida culturale: capire che essere critici verso l’utilizzo senza regole degli smartphone o dei tablet non significa negare l’importanza della tecnologia, bensì proporre un approccio a tali strumenti che sia adeguato all’età del bambino e della bambina o degli adolescenti, nel rispetto del loro sviluppo. Per noi è molto importante la presenza nel gruppo promotore del Patto Digitale di medici pediatri, perché non si può ignorare quanto affermato dalla Società Italiana di Pediatria, ovvero che ci vuole responsabilità. Siamo pronti a fare la nostra parte”.
“Siamo impegnati da tempo su questo tema perché è centrale per il benessere dei bambini e delle bambine – dicono la presidente di Naturalmente Bimbi, Manzani e i rappresentanti del Patto Digitale, Elena Ferretti, Francesca Dini, Michele Satta, Martina Da San Biagio –. Come genitori, insegnanti e pediatri siamo preoccupati delle possibili conseguenze di un uso non regolato dei dispositivi elettronici. Non solo gli studi, ma anche l’osservazione del mondo intorno a noi, ci dicono che le conseguenze negative sulla salute dei bambini e dei ragazzi possono essere molte: dalla perdita di competenze affettive e cognitive, al rischio di essere vittime/autori di cyberbullismo, di sviluppare ansia e depressione, disturbi del sonno, della vista e dell’alimentazione. E allora la questione non è semplicemente scegliere se vietare i social o ignorare il problema. La questione è dire sì alla tecnologia ma nei tempi giusti. Come? Costruendo una comunità educante (fatta di genitori, nonni, pediatri, insegnanti, allenatori ed educatori delle diverse realtà territoriali) che sia coerente e affiatata nel portare avanti le indicazioni di salute a cui ci richiamano tutte le più autorevoli società scientifiche (vedi ad esempio le linee guida della Società Italiana di Pediatria del 2025). La nostra iniziativa è nata dal desiderio di approfondire come comunità sia i rischi dell’abuso del digitale che le strategie concrete che si possono mettere in atto per affrontare questo problema ed abbiamo trovato nella rete dei “Patti Digitali” la strada giusta per noi. È difficile muoversi controcorrente rispetto alle abitudini digitali che si sono diffuse negli ultimi decenni, anche sulla spinta degli interessi commerciali dei colossi dei media. E allora fare rete, conoscerci, condividere difficoltà e soluzioni sta diventando la chiave per non sentirsi soli e portare avanti una cultura più rispettosa della salute di tutti, in particolare delle nuove generazioni. Seguendo l’esempio di tante altre realtà territoriali (sono infatti più di 26.000 i Patti Digitali già attivi in Italia) abbiamo elaborato questo opuscolo per condividere con la comunità di Capannori delle buone pratiche, fondate su solide basi scientifiche, per il benessere digitale di adulti e bambini. L’obbiettivo è anche quello di aiutare quei genitori che si domandano come comportarsi di fronte alle tante possibilità legate all’uso del digitale e stimolare una riflessione in chi al momento non si è ancora posto il problema. Ringraziamo il Comune di Capannori per il supporto che ci ha dato e che ci sta dando nel portare avanti questo progetto e invitiamo tutte le persone interessate a contattarci”.
