Insegnanti di sostegno: più nomine, ma precariato record

Insegnante sostegno

Insegnanti di sostegno: più nomine, ma precariato record

Redazione

di Redazione

LUCCA - Per il 2026-2027 in provincia di Lucca previsti 1.532 insegnanti di sostegno, ma soltanto 582 sono nell’organico stabile: oltre il 60% resta "in deroga". Si cerca di rispondere alle esigenze di 1.882 alunni con disabilità, ma per famiglie e studenti resta l’incognita della continuità didattica

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Più insegnanti di sostegno sulla carta, ma la continuità didattica resta un’incognita. È il paradosso con cui si avvicina il nuovo anno scolastico.
Nella provincia di Lucca, per il 2026-2027, sono previsti 1.532 posti di sostegno, con 35 per il sostegno potenziato. I posti stabili, nell’organico di diritto, però, sono solo 582, mentre la parte più consistente, oltre il 60%, è costituita da posti in deroga; ossia precari. Lo ha deciso l’Ufficio scolastico regionale lo scorso 11 agosto.

Il risultato è una scuola che garantisce l’assistenza, ma troppo spesso non riesce a garantire che sia lo stesso insegnante a curare negli anni il sostegno. E per gli alunni con disabilità, e per le loro famiglie, ogni cambio può voler dire ripartire da capo: relazione, programmazione, conoscenza dei bisogni e fiducia. Questo nonostante la normativa sulla continuità didattica consenta, a determinate condizioni, la conferma del supplente di sostegno dell’anno precedente, su richiesta della famiglia e con il via libera del dirigente scolastico.

In provincia di Lucca, gli alunni con disabilità sono 1.882, dei quali 941 con certificazione di gravità. Il rapporto medio è di 1,2 alunni per docente di sostegno. Numeri che spiegano l’aumento delle cattedre, ma non cancellano il nodo della precarietà.

Il quadro di Lucca riflette quello regionale. In Toscana, per il prossimo anno, l’organico di sostegno arriverà a 16.720 posti. Di questi, 10.085 sono in deroga: più della metà del totale. Un incremento deciso dall’Ufficio scolastico regionale per rispondere alla crescita delle certificazioni e alle richieste delle scuole.

Proprio in questi giorni, fino al 19 agosto, è in corso anche la cosiddetta “mini call veloce”. Gli insegnanti di sostegno che non hanno un posto di ruolo possono candidarsi in altre regioni. “Ma”, spiega Antonio Mercuri della FLC Cgil di Lucca, “in tutta Italia ci sono zero posti per medie e superiori, una decina per le scuole dell’infanzia e un migliaio di posti, quasi tutti al Nord, per le Primarie. Un sistema paradossale”.