LUCCA - I collaudi hanno evidenziato gravi problemi nel tratto della “Fognatura Nozzano Est – Lotto 1”, che non può entrare in funzione. Geal cerca una nuova impresa entro fine anno e offre il rimborso degli allacci già pagati; i residenti chiedono però garanzie contro futuri rincari
Le fognature di Nozzano Vecchio sono sbagliate. Da rifare. Dopo mesi di attese e di solleciti, i residenti – che avevano già pagato gli allacci – si sono visti recapitare la risposta tanto temuta.
Geal ha messo nero su bianco che “le verifiche svolte in fase di collaudo hanno evidenziato importanti difformità nella realizzazione del tratto di rete sulla strada pubblica”. Difformità che, “al momento non consentono la messa in esercizio dell’intera infrastruttura”.
Parliamo dell’opera denominata “Fognatura Nozzano Est – Lotto 1”, un tratto a gravità che va dalla chiesina di Nozzano Vecchio fino al nuovo impianto di sollevamento, da dove parte poi un tratto a pressione, interrato nei campi, che si ricongiunge alla rete all’altezza del bivio di Nozzano Castello. I lavori in questa zona dell’Oltreserchio dovevano essere terminati ad agosto 2025, ma a causa di problemi legati al maltempo e a varie proroghe, il cantiere è stato chiuso solo all’inizio di quest’anno.
“Da lì è cominciato il silenzio, nel senso che passavano i mesi…”, racconta Claudio Pardini Cattani, che parla a nome del Comitato di Nozzano Vecchio. “Noi chiedevamo informazioni ai tecnici, ma questi non ci dicevano niente di preciso. Dicevano che erano in corso collaudi e che erano complessi. Ci parlavano di diagrammi, di tutta una sorta di analisi… Ho mandato anche email, ma senza risposta. Fatto sta che poi a un certo punto Europa Verde ha fatto un’intervista con NoiTv e ha annunciato un’interrogazione in Consiglio Comunale e, guarda caso, dopo poche ore abbiamo ricevuto l’email da parte di Geal che ci avvisava del fatto che i lavori non erano andati a buon fine”.
Geal scrive anche che “l’impresa precedentemente incaricata non ha fornito adeguate garanzie circa il completamento delle opere secondo gli standard richiesti” e che quindi l’azienda “sta lavorando al massimo delle possibilità per individuare una nuova ditta incaricata ed avviare entro la fine dell’anno i lavori di risanamento del tratto interessato”. Sui ritardi nelle comunicazioni sostiene che “avrebbe voluto inviare la presente comunicazione una volta risolto definitivamente il contratto ed affidati i lavori di ripristino”, ma che, “purtroppo, ciò non è stato ancora possibile in quanto sono ancora in corso le interlocuzioni per determinare una eventuale risoluzione del contratto” con la vecchia ditta.
Geal promette di far conoscere in seguito il cronoprogramma e si rende anche disponibile a rimborsare le somme già pagate per gli allacci, per richiederle poi in futuro. Una soluzione che non convince i residenti, che oltre alla beffa dei ritardi temono il danno di eventuali rincari
“È giusto che ci diano il rimborso”, dice uno dei residenti, Jacopo Phelan, “perché di fatto il lavoro non è stato fatto o è stato fatto male. Ma con la garanzia che quando l’infrastruttura sarà messa in opera, la cifra che dovremo ripagare sia esattamente quella che abbiamo sborsato a inizio anno. Senza aumenti”.
