MOTORI - Il CIAR 2026 pare ormai delineato come una sfida all'ultimo chilometro e all'ultimo secondo tra il rampante Daprà e il quattro volte campione italiano Crugnola. Il successo al Piemonte ha riaperto la contesa. Pesano le vittorie del 25enne trentino al Targa e al Roma Capitale con coefficiente maggiorato. Tutto si deciderà negli ultimi due prove: Lazio e Sanremo.

“Heat la sfida” come nel celebre film del 1995 con Al Pacino e Robert De Niro. Il CIAR 2026 sta appassionando tutti gli sportivi per la sua incertezza e la capacità di proporre volti nuovi e piloti rampanti ma ormai certezze che potranno assumere un ruolo primario nel rallismo del futuro ma anche del presente. Dopo cinque delle sette gare in programma il campionato italiano vive sul duello tra Roberto Daprà, due vittorie pesanti (coefficiente 1,5) al Targa e al Roma Capitale e il quattro volte campione italiano Andrea Crugnola prima al marzo al Ciocco e che si è ripetuto in Piemonte prima della pausa estiva. Da aggiungere la vittoria di Bostian Avbelj al Due Valli con il “piè veloce” sloveno in grado di recitare il ruolo del terzo incomodo. Più attardati e senza particolari velleità ormai i vari Nucita, Campedelli, Andolfi e Rusce. Va detto che soprattutto il campionato del cesenate Simone Campedelli, affiancato alle note dalla lucchese Tania Canton, è stato finora al di sotto delle attese. Due ritiri e il miglior piazzamento che rimane il terzo posto al Targa Florio. Troppo poco per le ambizioni di Toyota Italia. Nel dettaglio la classifica del CIAR 2026 suggerisce che senza considerare lo scarto che andrà fatto a fine stagione Daprà guida con 84 punti davanti a Crugnola a quota 69 e Avbelj con 59. Poi Nucita 35, Campeedelli 33 , Andolfi 23, Rusce 20 e il francese Boulenc a 17,5. Il volante racconta che adesso ne mancano solo due di prove. Di livello e complicate che metteranno a dura prova la resistenza fisica e mentale degli aspiranti al titolo tricolore. Lazio (18-19 settembre) e Sanremo (16-18 ottobre coefficiente 1,5) per una volata mozzafiato tra Daprà e Crugnola. Il varesino vuole il quinto titolo tricolore che lo sorso anno gli sfuggì per un’inezia a favore di Basso. Il successo in Piemonte gli ha ridato morale e fiducia ma è conscio che rimontare il costante Daprà, una sorta di diesel, non sarà affatto semplice.
