Il salone simbolo del clero lucchese diventa a disposizione della città

Il salone simbolo del clero lucchese diventa a disposizione della città

Redazione

di Redazione

I lavori di restauro conservativo e funzionale, iniziati il 12 novembre 2025, hanno restituito piena leggibilità e splendore a uno degli ambienti storici più rappresentativi della città

Un ambiente di rappresentanza del palazzo aricvescovile di Lucca con prestigiosi affreschi sulla volta completamente rinnovato, a servizio della Chiesa e della città. Si sono conclusi i lavori di restauro conservativo e funzionale del grande Salone , uno degli ambienti di maggiore rappresentatività dell’Episcopio. Alla presentazione del nuovo spazo che diventa a disposizione della comunità in occasione dei 300 anni dell’aricidiocesi hanno partecipato l’arcivescovo Paolo Giulietti, don Daniele Martinelli, direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto, e l’architetto Arianna Tolomei, progettista e direttore dei lavori. Voluto per accogliere le assemblee plenarie del clero lucchese, il Salone vide l’inizio della sua costruzione nel 15esimo secolo sotto il vescovo Stefano Trenta con la sua conclusione datata 22 dicembre 1489, sotto il vescovo Nicolao Sandonnini (1479-1499), con la decorazione dei lacunari lignei del soffitto, attribuita a Michelangelo di Pietro. uno dei principali artisti rinascimentali dello stato di Lucca. Il restauro ha interessato la vasta superficie decorata della volta e delle pareti e ha restituito leggibilità e continuità agli apparati pittorici, consentendo di recuperare la qualità estetica dell’intero ambiente.