TOSCANA - Approvata dal Consiglio regionale la legge per sostenere il congelamento degli ovociti a fini sociali. La misura è rivolta alle donne tra 25 e 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con Isee fino a 30 mila euro: stanziati complessivamente 550 mila euro fino al 2028
La Toscana finanzia il social freezing, il congelamento degli ovociti per chi vuole preservare oggi la propria fertilità e rinviare, eventualmente, una gravidanza al futuro. Il Consiglio regionale ha approvato ieri una legge dedicata alla “preservazione della fertilità per fini sociali”.
In parole semplici: gli ovociti vengono prelevati in giovane età, quando la fertilità è in genere più alta, congelati e conservati. Potranno essere utilizzati in futuro, se la donna deciderà di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita. Non è una garanzia di gravidanza, ma una possibilità in più.
La legge toscana prevede un contributo fino a 3 mila euro, una sola volta, per le donne tra 25 e 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee familiare non superiore a 30 mila euro. Le risorse previste sono 50 mila euro per il 2026 e 250 mila euro all’anno nel 2027 e nel 2028: in tutto 550 mila euro. Il contributo sarà gestito dalle aziende sanitarie attraverso avvisi pubblici; se le domande supereranno le risorse, avranno priorità le richiedenti con Isee più basso e, a parità di Isee, quelle di età maggiore.
Si tratta di una misura diversa dalla preservazione della fertilità per ragioni sanitarie: per esempio prima di cure oncologiche o di altri trattamenti che possono danneggiare la funzione riproduttiva. In questi casi la crioconservazione ha una finalità medica; il social freezing riguarda invece una scelta precauzionale e personale, legata al possibile rinvio della maternità per varie ragioni, tra cui quelle relazionali e professionali. Una misura che prova a ridurre il peso economico di una scelta finora quasi interamente privata e che potrebbe essere una spinta importante per ridurre il calo delle nascite.
