Boom olivicoltura, ma la cecidomia frena la Lunigiana

Boom olivicoltura, ma la cecidomia frena la Lunigiana

Leonardo Monselesan

di Leonardo Monselesan

LUNIGIANA - Ad affermarlo è Coldiretti di Lucca e Massa Carrara, che dopo 5 anni di calo della produzione degli 800 ettari di uliveti della Lunigiana, lancia l'allarme sulla possibile diffusione del moscerino infestante e chiede alla Regione un aiuto per gli olivicoltori messi in ginocchio. Situazione in netto contrasto con la media regionale, alle prese con una delle migliori annate dell'ultimo decennio.

L’annata 2026 dovrebbe essere una delle migliori degli ultimi 10 anni per produzione di olio d’oliva in Toscana, con una crescita media stimata dal Consorzio di Tutela dell’olio extravergine Toscano IGP attorno al 40% e una resa delle olive pari al 12%. In Lunigiana però, sono ormai 5 anni che gli 800 ettari di uliveti hanno registrato una netta riduzione della produzione causata dal cambiamento climatico e, soprattutto, dalla cecidomia, un moscerino che indebolisce drasticamente le piante. Ma nonostante la sperimentazione, il monitoraggio e i bollettini settimanali con le informazioni per il contrasto della cecidomia realizzati da Coldiretti in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale, non è ancora stata trovata una soluzione efficace per debellarla.