PROVINCIA DI LUCCA - Piano del Centro missionario della Diocesi di Lucca per la realizzazione di un pozzo d'acqua. Coinvolte associazioni e istituzioni
È un progetto legato all’acqua ad avvicinare Lucca al Burkina Faso, nell’Africa occidentale. Si chiama “L’acqua coltiva la pace”, piano di cooperazione internazionale per la realizzazione di un pozzo che possa assicurare acqua potabili e irrigui a circa 1.200 persone di Kaya, provincia di Namentenga. Il tutto per un costo di 5 milioni di Cfa (la moneta locale), equivalente a circa 7mila euro.
Illustrato nella sede del Consorzio 1 Toscana Nord, il piano è del Centro missionario della Diocesi di Lucca, con il sostegno di numerose istituzioni e associazioni, come le province di Lucca e Pisa o i comuni di Lucca, Capannori, Massa e Seravezza. Il progetto, per cui è partito un crowdfunding sulla piattaforma online Eppela, sarà presentato il prossimo 25 maggio, durante un’iniziativa a Palazzo Ducale a Lucca.
“L’’acqua coltiva la pace è lo slogan scelto quest’anno da ANBI, l’associazione nazionale dei Consorzi, per presentare la Settimana della bonifica e dell’irrigazione: la rassegna che si pone l’obiettivo di promuovere e far conoscere sempre di più l’impegno dei Consorzi per la sicurezza idraulica ed ambientale del territorio – spiega il presidente dell’Ente consortile, Dino Sodini – Queste parole sono un auspicio, una consapevolezza e pure un’urgenza, di fronte all’attualità fatta dai conflitti e di cause ed effetti dei cambiamenti climatici, che noi cerchiamo di affrontare ogni giorno pure con la nostra attività sul territorio. E diventano anche un impegno concreto: con un progetto di cooperazione internazionale che il centro missionario di Lucca ci ha proposto e che insieme a tanti Enti e associazioni del comprensorio sposiamo e che sosterremo attivamente durante la raccolta dei fondi necessaria. Vogliamo infatti creare un ponte tra il nostro territorio e l’Africa: perché è così, a nostro avviso, che si costruisce davvero la pace”.
“Ricordo papa Paolo VI, quando evidenziò che lo sviluppo è il nuovo nome della pace – sottolinea il vescovo di Lucca Paolo Giulietti – Superare le disuguaglianze e le ingiustizie rappresenta il presupposto per mettere fine alla genesi dei conflitti: e questo progetto, che tante realtà sostengono, rappresenta un mattone della casa in costruzione. A volte si ha la sensazione di essere inermi di fronte alle guerre. E’ vero, non siamo in alcuna stanza dei bottoni. Eppure la nostra testimonianza è preziosa e decisiva, anche quando si decide di contribuire attivamente in progetti che sembrano piccoli, ma in realtà fanno la differenza”.
