Penalisti in astensione per un carcere migliore

LUCCA - “Andare avanti così non è più possibile: i detenuti nel nostro paese vivono in condizioni vergognose”. E’ questo lo spirito che ha mosso la protesta nazionale dei Penalisti Italiani.

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Anche i professionisti lucchesi, guidati dall’avvocato Riccardo Carloni, hanno aderito convocando un’assemblea straordinaria per spiegare le motivazioni dell’iniziativa, alla presenza di alcune rappresentanti del Gruppo Volontari Carcere di Lucca. Tutti i penitenziari italiani soffrono per tre motivi: le carenze strutturali, il sovraffollamento e il sottodimensionamento degli agenti. I numeri dell’istituto San Giorgio di Lucca sono ormai tristemente noti: 129 detenuti contro i 113 regolamentari previsti però con una sezione in più, il 30% dei quali tossicodipendenti, a fronte di 82 agenti contro i 125 previsti. Le soluzioni, secondo i penalisti sono semplici: modificare il sistema delle pene e rafforzare le misure alternative al carcere. Il simbolo dell’Unione Camere Penali Italiane è il volto di Cesare Beccaria, secondo cui il fine della pena non era affliggere, ma impedire al reo di compiere altri delitti. Era il 1700.

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