Province, sarà battaglia in Parlamento

LUCCA - Dopo la decisione presa dal governo, per Lucca, finita nel provincione della costa con Massa, Pisa e Livorno, rimangono poche probabilità di mantenere il ruolo di capoluogo e gli uffici decentrati sul proprio territorio.

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Una possibilità potrebbe scaturire dalla Corte Costituzionale, che il prossimo 6 novembre dovrà pronunciarsi su tutta una serie di ricorsi presentati contro le decisioni del governo. Poi, c’è il passaggio del decreto in in Parlamento. I tentativi di modificare il provvedimento saranno tantissimi, visto gli accorpamenti hanno scontentato mezza Italia. Tra i parlamentari lucchesi, il senatore del Pd Andrea Marcucci ha annunciato la presentazione di emendamenti per riportare Lucca capoluogo e mantenere sul territorio gli uffici dello Stato. E se per evitare modifiche il governo porrà la fiducia, Marcucci ha detto che si riterrà svincolato dalla maggioranza e voterà contro. E il voto contrario, in caso di fiducia, lo ha anticipato anche l’onorevole camaiorese del Pdl Debora Bergamini.
Su cosa può puntare una richiesta di modifica della situazione lucchese? In particolare, sul fatto che quella della costa toscana, nell’ambito delle regioni a statuto ordinario, è l’unica aggregazione in Italia composta da ben quattro delle vecchie province. Tutte le altre ne hanno al massimo tre. Un’eccezione di cui non si comprende il motivo e che rischia di creare un’ente di difficile gestione.

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