Sequestrate 8 ville, sospetti su infiltrazioni mafiose

LUCCA - La Guardia di Finanza ha arrestato due imprenditori edili (uno già condannato per associazione mafiosa) ed ha sequestrato otto ville tra Nave e S. Alessio.

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Dopo essere stato condannato per mafia, con l’aiuto del figlio aveva aperto un’azienda edile a Lucca. Ma i due, padre e figlio, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza con l’accusa di aver aggirato i controlli antimafia. Ed i finanzieri gli hanno sequestrato immobili e denaro per quasi sette milioni di euro. I dettagli dell’operazione, denominata “Lucca – Palermo”, sono stati illustrati alla caserma delle Fiamme Gialle di Lucca, alla presenza del Procuratore Capo, Aldo Cicala.
L’uomo arrestato è Antonino Giordano, 53 anni, siciliano. Dieci anni fa era stato condannato per associazione mafiosa, perchè ritenuto vicino alla famiglia Misilmeri e al clan Spera. Per lui erano scattate quindi le norme antimafia, che vietano l’acquisizione di licenze e concessioni e prevedono l’obbligo di comunicare variazioni patrimoniale superiori a 10mila euro. Ma Giordano mirava ad aprire un’attività nel campo dell’edilizia a Lucca. E per aggirare i controlli avrebbe pensato di intestare tutto al figlio, Giovanni. Il giovane apre quindi una ditta individuale e la società “Le due G srl”. Ma secondo le indagini la gestione di clienti, fornitori e bancheiene tenuta dal padre, che fa la spola tra Lucca e Palermo.
Per i due scatta quindi l’arresto, per trasferimento fraudolento di aziende ed omessa comunicazione di variazione patrimoniale.
E scatta anche il sequestro dei cantieri. Otto ville e due aree urbane, in zona Nave e S.Alessio, per un valore di oltre 3 milioni. Inoltre, scavatori e camion, una Mercedes e conti correnti per altri tre milioni e mezzo.
L’operazione ha riscosso i complimento del nuovo Prefetto, Giovanna Cagliostro, che ha rimarcato la necessità di mantenere alta l’attenzione contro il femoneno delle infiltrazioni mafiose nell’economia.

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