Sequestrato il tomaificio dei cinesi

CAPANNORI - Facevano turni di 12 ore, anche in orario notturno, i cinesi che lavoravano al tomaificio tra San Colombano e Marlia, dove la Polizia ha fatto irruzione mercoledì.

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Le prestazioni dei lavoratori erano regolarmente a nero. All‘ interno della struttura la Polizia ha rintracciato 14 cittadini di origine cinese intenti a lavorare alla manovia per la produzione di tomaie di scarpe; tre di loro sono risultati clandestini e sono stati espulsi dal territorio nazionale. Nella struttura erano stati ricavati, con pannelli in cartongesso, i dormitori per i lavoranti, che avevano a disposizione un unico servizio igienico. Le commesse alla ditta erano garantite da un vicino tomaificio, che aveva affittato il capannone ai cinesi, e da altri calzaturifici della zona.
La Squadra Mobile ha denunciato alla Procura per il reato di “impiego di manodopera clandestina” i responsabili della ditta, una coppia cinese: Wu Zhimin, 39 anni, residente a Capannori, e la moglie Huang Juanyun, 30 anni, residente a Fucecchio. Il capannone è stato sequestrato. Inoltre, sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di 90.000 euro e sono stati recuperati contributi previdenziali per omesso versamento per un importo di 5.000 euro.

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